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Palermo 14 novembre 2009

Federazione dei Verdi per la Sicilia

Assemblea Regionale

 

Documento Politico Generale

Candidature

Convocazione

Ubicazione dell'Assemblea

Ordine dei Lavori

info@verdisicilia.it

STIAMO RISTRUTTURANDO IL SITO!

NON E' SOLO UNA NUOVA VESTE GRAFICA!

 NUOVE OPPORTUNITA' CI VENGONO OFFERTE!

A GIORNI SAREMO OPERATIVI.

AL MOMENTO SIAMO SU UNA PAGINA DI PROVA CHE SI APRE PERO' SOLO CON MOZILLA E SAFARI.

CHI VUOLE CURIOSARE E DARCI DEI SUGGERIMENTI PUO' DARE UN'OCCHIATA

QUI.

A PRESTO!

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Sabato 9 maggio 2009     

Claudio Fava. Deputato europeo e coordinatore nazionale di Sinistra Democratica. Oggi è tra i promotori della lista e del progetto politico di Sinistra e Libertà.

Laureato in giurisprudenza, giornalista professionista dal 1982, Fava ha lavorato per il Corriere della Sera, l’Espresso, l’Europeo e la Rai, in Italia e dall’estero. Dal 1984, dopo la morte del padre, ha assunto la direzione de “I Siciliani” raccogliendo, assieme a tutti gli altri giovani compagni della redazione, il testimone di una battaglia che ha saputo fare di questa rivista un laboratorio di nuova cultura della legalità e dell’impegno antimafioso.

Tra i fondatori della Rete, è stato deputato all’Assemblea regionale siciliana nel ‘91 e al Parlamento nazionale nel 1992. Il 13 giugno 2004 è stato rieletto, per la seconda volta, deputato al Parlamento Europeo con 221.958 preferenze.

Iscritto al Gruppo del Socialismo Europeo (PSE), è capogruppo del PSE in Commissione Giustizia e Libertà pubbliche. Nel 2006 ha guidato la Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sui sequestri illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo. Proprio per il lavoro sulla CIA il settimanale britannico “The Economist” lo ha premiato come il miglior parlamentare europeo dell’anno 2007.

Scrittore, autore per il teatro, il cinema e la televisione, è lo sceneggiatore, con Monica Zapelli, del film “I cento passi”, premiato con il Leone d’oro alla sceneggiature al Festival di Venezia.

info@verdisicilia.it

Domenica 5 aprile 2009     

Carissimi,

martedì 7 aprile, alle ore 18,00, all’Astoria Palace in via Montepellegrino, incontreremo il Leader di SINISTRA e LIBERTA’ Nichi Vendola.

Le tematiche dei VERDI sono al centro del programma della lista e temi come Energie Rinnovabili, Rifiuti Zero, Acqua Pubblica, Mobilità Sostenibile, Economia Responsabile, Decontaminazione, Decrescita e Diritti, saranno sicuramente al centro del suo intervento.

Interverranno inoltre:
Giovanna Marano - Segretaria reg. Fiom - CGIL
Rosario Gallo - Forum Siciliano dei Movimenti per l'acqua pubblica
Paolo Guarnaccia - Associazioni e Comitati Rifiuti Zero
Enrico Colajanni - Ass. Antiracket Liberofuturo

È un occasione per aprire questa campagna elettorale, che si preannuncia intensa, ma che già ovunque riscuote un entusiasmo enorme. Provare per credere. Vi aspetto numerosi.

Saluti, Verdi naturalmente, Salvo.

Salvo Troncale Portavoce Regionale della Federazione dei Verdi della Sicilia. 3287265188 salvotroncale@verdisicilia.it   

Venerdì 3 aprile 2009

ARRIVA LA LEGGE BLOCCA-RICORSI

135 deputati per una legge contro le associazioni di protezione ambientale

La proposta di legge che la stampa con le sue semplificazioni (spesso efficaci e appropriate)  ha subito registrato come “blocca ricorsi” non è tanto allarmante per l’affrettato, e forse infine innocuo, dispositivo del suo unico articolo (che va a mettere una coda velenosa nell’articolo 18 della legge istitutiva del ministero dell’ambiente), quanto per gli umori e i propositi rivelati nella relazione di presentazione e illustrazione dai 135 deputati (tutti appartenenti alla maggioranza di governo) che  hanno assunto l’iniziativa legislativa.
Un vero e proprio manifesto politico della intolleranza verso la funzione di controllo di legittimità che la legge istitutiva del ministero dell’ambiente assegna alle “individuate” “associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale”, ad esse riconoscendo la legittimazione a ricorrere davanti al giudice amministrativo per l’annullamento degli atti illegittimi lesivi dei valori ambientali. Ma intolleranza innanzitutto verso le stesse garanzie di legalità, previste dal sistema per tutti i comportamenti della pubblica amministrazione, che è già stata concretamente manifestata dal “decreto anti-crisi” (convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2), espressamente e non a caso richiamato nella relazione. La quale sottolinea che l’art. 20 di quel decreto solleva in pratica le opere pubbliche che siano state dichiarate “prioritarie per lo sviluppo economico del territorio” dall’onere del rispetto della legalità, non solo abolendo la “facoltà sospensiva” del giudice amministrativo investito del ricorso, ma perfino sopprimendo la sua potestà di annullare l’illegittimo atto amministrativo, impugnato, che le approva.
“Lo snellimento delle procedure non permetterà più che sia il TAR a decidere se un’opera si debba fare o meno”, così cantano vittoria i 135 proponenti della legge, che intendono dunque completare la manovra con una energica misura di intimidazione delle associazioni che si permettessero di invocare il rispetto della legalità nel governo dell’ambiente. Palesemente di comodo (oltre che espressione di un malevolo pregiudizio verso le associazioni sempre pronte, si dice, a far proprie anche le ragioni pretestuose degli interessi locali) è il quadro che la relazione disegna, attribuendo ai ricorsi delle associazioni i deplorati ritardi nella realizzazione delle opere e perfino la paralisi. Quando invece ben altre ne sono le ragioni, spesso intrinseche alla stessa natura della specifica opera e alla cattiva gestione del relativo sviluppo attuativo, ma pure dovute alla incapacità di costruire appropriati rapporti di partecipazione con le comunità insediate nei luoghi  immediatamente incisi dall’intervento e di gestire politicamente le loro anche accese contestazioni e resistenze. Mentre è ben noto l’orientamento generale dei giudici amministrativi, assai restrittivo in tema di opere pubbliche nel concedere la sospensione dell’esecuzione.
E quando la sospensione (dalla quale soltanto e non dalla mera presentazione del ricorso può derivare il ritardo) sia stata concessa, essa è orientata anche dalla valutazione di fondatezza nel merito del ricorso, dunque il ritardo mai può essere imputato alla pretestuosità della contestazione.
Quali allora le misure punitive previste per le associazioni dalla proposta di legge? Già si è detto di un unico articolo (concepito sembrerebbe da chi ha scarsa cultura e pratica dei processi) che nel primo comma riprende un istituto processuale di carattere generale e quindi applicabile a tutte le parti che abbiano agito in giudizio in mala fede o colpa grave e sono perciò tenute al risarcimento dei danni così cagionati alla parte vittoriosa. E’ istituto pacificamente operante anche nei giudizi amministrativi e dunque non v’è ragione di confermare che la responsabilità da lite temeraria, come si dice, vale anche per le associazioni. Le quali ben lo sanno, ma quel rischio non le riguarda, perché a ragione (non avventatamente o in mala fede) ricorrono alla giustizia amministrativa.
Più insidioso, odioso anzi nelle intenzioni, il secondo comma che solo per le associazioni (quindi in palese contrasto con il principio costituzionale di eguaglianza dell’art. 3) amplia la responsabilità processuale, a prescindere dalla colpa,  prevedendo la condanna (anche d’ufficio del giudice, indipendentemente dalla domanda della parte pubblica) al risarcimento dei danni, quando il ricorso sia respinto perché manifestamente infondato. Si tratterebbe di un dispositivo atipico, riservato alle associazioni, mai altrimenti previsto, perché il giudizio di annullamento dell’atto amministrativo si conclude con l’accoglimento o il rigetto del ricorso; mentre la sanzione del risarcimento dei danni è fatta dipendere da un apprezzamento eminentemente soggettivo quale è quello che qualifica come manifesta l’infondatezza del ricorso. E’ chiaro insomma il proposito discriminatorio e dissuasivo, di condizionare cioè negativamente l’esercizio del diritto di agire in giudizio, che è garantito dall’art. 24 Costituzione.
E altrettanto chiaro l’ indiretto messaggio fatto giungere ai giudici amministrativi. Ma credo che neppure con  questo secondo comma i deputati proponenti, contro le intenzioni, abbiano saputo in concreto creare un efficace freno al controllo di legittimità esercitato con i ricorsi delle associazioni. Si è già osservato che il danno da ritardo nella realizzazione dell’opera può darsi soltanto se il giudice abbia preliminarmente disposto la sospensione e con valutazione necessariamente estesa anche alla fondatezza nel merito del ricorso, che non potrà perciò, nella pronuncia conclusiva, essere ritenuto manifestamente infondato.
Italia Nostra e le altre “associazioni di protezione ambientale” registrano con preoccupazione non solo il radicato pregiudizio e l’insofferenza (dei 135 deputati che hanno assunto questa iniziativa legislativa) verso il ruolo di controllo di legittimità ad esse riconosciuto dalla legge istitutiva del ministero dell’ambiente, ma innanzitutto la esplicita determinazione di rimuovere ogni ostacolo, anche quelli opposti dal rispetto della legalità, e dalle obbiettive ragioni di salvaguardia dell’ambiente, alla realizzazione delle opere pubbliche ritenute “prioritarie” per il malinteso “sviluppo economico del territorio”.

Giovanni Losavio.


Nuove catene contro le Associazioni ambientaliste!

Il 10 marzo 2009 è stata presentata alla Camera dei Deputati la Proposta di legge 2271 (primo firmatario Scandroglio, ma sottoscritta da oltre 130 deputati PdL) che, volendo modificare l'art. 18 della legge 349/1986 in materia di responsabilità processuale delle associazioni di protezione ambientale, in realtà si prefigge di impedirne la legittimazione ad agire in giudizio avverso provvedimenti che ledono direttamente l'interesse ambientale.
Cosa prevede la Proposta di Legge? Per non ostacolare quanto previsto di attuare sul territorio con iter accelerato e procedure snellite dalla Legge 2/2009, si prevede quanto segue:

  1. alle Associazioni che presentano ricorso, nel caso in cui questo sia respinto, saranno applicate le disposizioni dell'art. 96 del Codice di Procedura Civile "se hanno agito con mala fede o con colpa grave";
  2. qualora il ricorso presentato dalle stesse Associazioni sia respinto per "manifesta infondatezza" le stesse saranno condannate al risarcimento del danno e alle spese del giudizio.

Poiché "colpa grave" e "infondatezza", nel caos normativo nazionale, regionale e locale, sono termini che possono prestarsi a pericolosi fraintendimenti e ambigue interpretazioni, è chiaro che lo scopo specifico della Proposta di legge è quello di mettere catene (concrete e psicologiche) alle Associazioni, impedendo di fatto lo svolgimento del proprio ruolo civico con la minaccia di ritorsioni….per avere la via spianata a fare del territorio quello che “loro” vogliono.

Ecco allegato il testo della Proposta (pdf)

 

Domenica 29 marzo 2009

L'INGANNO

di Michele Buono, Piero Riccardi - in onda domenica 29 marzo alle 21.30

Alla fine si tratta solo di riscaldare acqua per far girare delle turbine che devono produrre elettricità. Ma non è che è esagerato mettere in moto una reazione nucleare per fare l’acqua calda? E’ pericoloso? Conviene  realmente? Si può fare diversamente? La Storia comincia nel 1953 e le intenzioni erano ottime: atomi per la pace – diceva Eisenhower – sottrarre  l’atomo al controllo militare e usarlo per fare l’elettricità. Andò tutto bene per molti anni, poi successe quello che non doveva succedere: gli incidenti. Sellafield, Three Miles Islands, Chernobyl. E fu così che cominciò un lento declino del sistema. Nel 2002 l’ultima punta massima di produzione elettronucleare. Nel mondo i reattori sono 436: 8 in meno rispetto al 2002. Stanno invecchiando e nessuno si affretta a rimpiazzarli. Dal 1979 negli Usa non sono state più costruite centrali nucleari. Bush aveva promesso un rilancio dell’elettronucleare ma non se ne fece niente: l’investimento troppo rischioso per le banche e i soldi pubblici in giro ce ne sono pochi per via della crisi. Barak Obama taglia gli incentivi all’atomo e punta su rinnovabili e efficienza energetica. Stessa cosa fa la Germania dove una legge del 2002 stabilisce che non si costruiscono più centrali  e i reattori esistenti  man mano che giungono a fine vita si spengono. Intanto però si devono ancora fare i conti con le scorie. Di quanto costi poi il nucleare in termini di salute delle persone sembra meglio non parlarne. L’azione dell’Oms è blindata da un accordo del 1959 con L’AIEA (Organizzazione internazionale per l’energia atomica) che a sua volta dipende  dal Consiglio di sicurezza dell’ Onu:  in poche parole quello che sappiamo degli effetti del nucleare sulla nostra salute dipende dagli interessi dell’industria atomica. E la Francia con 58 reattori? Non è per niente indipendente per quanto riguarda l’energia e i problemi sul territorio sono tanti. Ma l’industria nucleare – francese, americana – è sempre in piedi e preme da tutte le parti per costruire. In Italia si sta parlando di rinascimento nucleare, ci siamo affidati ai francesi perche ci hanno detto che le loro centrali sono le più sicure, è vero? E poi quando saranno terminate la nostra bolletta elettrica sarà veramente più bassa?

Sono previste le repliche di questa puntata su Raisat Extra canale 121 piattaforma Sky nei seguenti giorni:
Lunedì 30/03 alle 10.00 e alle 21.00
Giovedì 2/04 alle 16.45
Venerdì 3/04 alle 24.00

Giovedì 26 marzo 2009

bp.gifIl forno inceneritore di Acerra

di Marco Cedolin

Il megainceneritore di Acerra, inaugurato stamattina, avvelenerà l’aria ed il suolo attraverso le sue emissioni contenenti nanopolveri, diossina ed oltre 250 sostanze chimiche nocive che vanno dall’arsenico al cadmio al cromo al mercurio al benzene.
Farà aumentare l’incidenza dei tumori, delle malformazioni fetali e di una lunga serie di altre gravi patologie, fra la popolazione di un territorio già oggi conosciuto come “triangolo della morte” alla luce di una percentuale di patologie tumorali fra le più alte al mondo.
Produrrà energia in maniera assolutamente antieconomica, potendo sopravvivere economicamente solo grazie ai contributi Cip6 che tutti gli italiani dovranno continuare a pagare sotto forma di addizionale sulla bolletta elettrica. Produrrà energia in maniera assolutamente antiecologica, emettendo in atmosfera (oltre ai veleni) quantitativi di CO2 doppi rispetto ad una centrale a gas naturale di uguale potenza.
Distruggerà qualunque prospettiva di realizzare un moderno circolo virtuoso dei rifiuti, annientando la raccolta differenziata ed il riciclo, dal momento che i materiali più facilmente riciclabili, plastica, carta e cartone, sono anche quelli con più alto potere calorifico, indispensabili all’inceneritore per funzionare.

Ha già distrutto ogni anelito di democrazia, essendo stato costruito contro la volontà dei cittadini, attraverso l’uso della forza. Va ricordato che dal 2004 ad oggi si sono contate a decine le manifestazioni popolari contro la costruzione dell’impianto, spesso represse dalle forze dell’ordine con l’uso dei manganelli, mentre nel corso dell’ultimo anno l’inceneritore è stato portato a compimento militarizzando l’area con l’uso dell’esercito.
Ha contribuito a rimpinguare oltre alle casse del malaffare, prima i profitti di Impregilo ed ora quelli di A2A che si sono avvicendate nella realizzazione dell’impianto che oggi ha iniziato a dispensare veleni.
Non contribuirà a risolvere il decennale problema (quello vero) dei rifiuti in Campania, dal momento che tale problema può essere risolto solamente attraverso la costruzione di quel circolo virtuoso dei rifiuti di cui l’inceneritore di Acerra è il nemico giurato.
Non possiede alcuna peculiarità che lo renda un impianto moderno, poiché l’incenerimento dei rifiuti è una pratica anacronistica che tutti i paesi moderni stanno abbandonando, indirizzandosi verso la raccolta differenziata, il riciclo, il riutilizzo ed il riuso.

Nonostante tutto ciò che ho scritto fino ad ora rappresenti una realtà incontrovertibile, documentata attraverso centinaia di libri e centinaia di studi epidemiologi, suffragata dall’opinione di un grandissimo numero di medici ed esperti e accessibile a chiunque, solamente attraverso un click del mouse o una visita in biblioteca, i mestieranti dell’informazione e della politica hanno oggi rappresentato in TV e sui giornali una commedia di fantasia per molti versi antitetica, destinata a diventare l’unica realtà per la stragrande maggioranza degli italiani che proprio dai media tradizionali suggono le proprie informazioni.

Il Corriere della Sera ha esordito con il titolo “parte l’inceneritore verde”, coniando un ossimoro privo di senso, al quale si spera non faranno seguito in futuro gli “omicidi giusti”, “l’inquinamento pulito”, i “licenziamenti dal volto umano” e altre amenità sui generis. Quasi tutti i TG hanno presentato l’evento con grande enfasi commista a soddisfazione, mentre le telecamere spaziavano sul presidente del Consiglio, abbarbicato al disopra di un palco sul quale campeggiava la scritta “termovalorizatore di Acerra” quasi anziché un dispenser di veleni e di morte, si stesse inaugurando un nuovo ospedale all’avanguardia o un’università. Ad assistere all’evento, consistente nell’apertura di un tendone blu con tanto di telecomando, che svelava una montagna di rifiuti maleodoranti, destinati a trasformarsi in miasmi venefici veicolati dal fumo dei camini, sono state invitate oltre 400 “personalità” come si trattasse di una prima della Scala.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è congratulato con il premier per l’avvio del “termovalorizzatore”, quasi si riferisse alla cerimonia (ad oggi non ancora avvenuta) per la ricostruzione delle case dei terremotati dell’Irpinia.
Guido Bertolaso ha parlato della “realizzazione del sogno di una Napoli pulita”, speculando sull’emergenza rifiuti dello scorso anno, creata ad arte per addivenire allo scopo. Inoltre ha aggiunto che il nuovo impianto emetterà il 75% di diossina in meno rispetto agli impianti più vecchi, dimenticando di dire che questo abbattimento si tradurrà nel raddoppio delle emissioni di nanopolveri, ben più pericolose della già ferale diossina.
Gianni Letta ha insistito sul ritorno dello Stato in Campania, per quanto sia mortificante il fatto che lo Stato ritorni non per porre rimedi, ma per avvelenare ulteriormente una popolazione già duramente provata da decenni di sversamenti di sostanze tossiche di ogni genere. Sulla stessa linea di pensiero anche Antonio Bassolino che il ritorno dello Stato avrebbe dovuto teoricamente temerlo.
Berlusconi ha affermato di “averci messo il cuore” ed ha vantato una vittoria della democrazia difficilmente riscontrabile in un’opera costruita con la forza e l’uso dei militari, contro il volere dei cittadini.

Ieri ed oggi centinaia di persone hanno sfilato in corteo per contestare l’inaugurazione di un’opera contro la quale si battono da anni. Alcune decine di loro hanno occupato l’aula consiliare del Municipio di Acerra, ricordando che questa per la popolazione cittadina è una giornata di lutto. Di tutto ciò naturalmente i mestieranti dell’informazione non hanno parlato, dal momento che sarebbe risultata una nota stonata all’interno del pacchetto preconfezionato, grondante giubilo e soddisfazione che doveva entrare nelle case degli italiani, a dimostrare che “incenerire è bello”, fa bene all’ambiente e un poco anche alla salute, trattandosi di un incenerimento “verde” e in diretta TV.

Venerdì 13 marzo 2009

Elezioni Regionali: possibile l'annullamento

Il ricorso al TAR Sicilia, presentato da alcuni candidati della Lista “Rita Borsellino - la Sinistra l’Arcobaleno”, era scaturito da una serie di presunte violazioni di legge commesse in danno dei ricorrenti nella loro qualità di elettori e candidati all’elezione diretta del Presidente della Regione e dell’Assemblea Regionale Siciliana

Annullata la sentenza del TAR Sicilia sede di Palermo (sez. I) - n. 1275/08, del 17 ottobre 2008, con la quale si dichiarava inammissibile il ricorso presentato da Rita Borsellino, Massimo Fundarò, Teodoro Lamonica, Antonio Giuseppe Parrinello, Giovanni Giuca, Calogero Miccichè, Giuseppe Ortisi, Fabrizio Ferrandelli e Giuseppe Furnari, per "disintegrità del contraddittorio".

Il 13 e 14 aprile 2008, nello specifico, si segnalavano una serie di presunte irregolarità tra cui alcune commesse in Provincia di Trapani, al momento della presentazione delle liste.
In particolare, si riteneva: "illegittima ammissione delle liste di candidati presentate nella provincia di Trapani denominate "Popolo delle Libertà" e "Lombardo Presidente Sicilia Forte e Libera", a causa della sostituzione di due candidati successivamente alla sottoscrizione delle liste", tale iniziativa avrebbe di fatto reso nulle le firme dei presentatori della lista, in quanto le stesse erano state apposte, per la presentazione di una lista di candidati diversa da quella effettivamente presentata.

La Corte di Giustizia Amministrativa di Palermo il 10 marzo si è così espressa:
"impregiudicata ogni altra questione nel rito e nel merito, parzialmente pronunciando, cosi decide;
a)accoglie l’appello nei limiti di cui in motivazione;
b)ordina agli uffici della Amministrazione regionale siciliana indicati in motivazione di depositare nella Segreteria della Sezione i documenti sopra specificati entro il termine di 20 (venti) giorni dalla comunicazione in forma amministrativa della presente decisione o dalla sua notificazione a cura degli odierni ricorrenti:
c)fissa, per l’ulteriore trattazione dell’appello, l’udienza pubblica del 13 maggio 2009."

Le richieste degli appellanti ai magistrati erano sostanzialmente due: l’annullamento delle elezioni regionali e la ripetizione delle stesse; in subordine veniva richiesta la sottrazione dei voti, dal conteggio generale, che il Pdl e la lista ‘Lombardo Presidente’ hanno preso in Provincia di Trapani e il rifacimento dei conteggi per l’attribuzione dei seggi. Se venisse accolta questa ipotesi la “Rita Borsellino - la Sinistra l’Arcobaleno” supererebbe il 5% e avrebbe diritto a cinque seggi.

il 13 maggio 2009 ci sarà la sentenza definita dove si deciderà il futuro dell'attuale Assemblea Regionale. Fondati sono i motivi che ci porterebbero, se il ricorso fosse accolto, a votare prima del prossimo inverno.

Venerdì 13 marzo 2009

Jeremy Rifkin: 'Nucleare idea folle'

Mar 13, 2009 - 2:31:18 PM

 

L'economista Jeremy Rifkin, consigliere di Obama per l'energia, ha tenuto una affollata lectio magistralis nell'aula magna della facoltà di ingegneria di Palermo per parlare di energie rinnovabili.

Quando i giornalisti gli chiedono una opinione sul nucleare, Rifkin allarga le braccia e dice: "Siamo qui per parlare delle tecnologie energetiche del futuro, quelle del passato lasciamole al passato. Il nucleare e' da guerra fredda, da anni '50, ormai ha fatto la sua storia. Adesso dobbiamo parlare delle energie del XXI secolo che ci permettono di sfruttare l'energia solare di cui la Sicilia e' molto ricca. Questa e' la strada della Sicilia, oltretutto l'uranio qui non c'e' e il sole si'. E questo ci da' l'indipendenza energetica. I nostri bambini meritano qualcosa di meglio e di piu' di questa idea un po' folle del nucleare".

ENERGIA IN SICILIA
'Sono molto contento di essere in Sicilia dove il presidente Lombardo ha questa grande visione di democratizzare l'energia e portarla nella disponibilita' di tutti i cittadini e fare diventare la Sicilia la punta di diamante della terza rivoluzione industriale''. Rifkin, che sta collaborando al nuovo piano energetico siciliano, parla di un ''nuovo modello energetico in cui tutti i consumatori diventano anche produttori di energia, grazie alle nuove tecnologie''.


 

Domenica 28 dicembre 2008

INVITO CONFERENZA STAMPA


L'Enel chiamata in giudizio da "Diritto al Futuro". Gli inceneritori non producono energia rinnovabile, lo sancisce una disposizione dell'Unione Europea. Ogni contribuente italiano paga un sovrapprezzo del 7%.

Mercoledì 28 gennaio alle ore 11.00 a Palermo al Palazzo delle Aquile, l'Associazione Diritto al Futuro in collaborazione con: Rete Rifiuti
Zero Sicilia, WWF Palermo, Italia Nostra, Il Grillo di Palermo,
 indice una conferenza stampa per presentare la vertenza legale promossa, a nome dei cittadini utenti, nei confronti del gestore della rete elettrica (GSE).

 

Presenti i componenti del Direttivo, i legali dell'Associazione e il Prof. Paul Connett (Rete Nazionale Rifiuti Zero, Global Alliance Incinerator Alternative).

Info: Associazione Diritto al Futuro, sede operativa c/o Ambiente e Futuro, via per Sant'Alessio 87, Monte San Quirico 55100 (Lucca), Rossano Ercolini cell. 338 2866215, Paolo Guarnaccia cell. 329 3244211,  www.dirittoalfuturo.it <http://www.dirittoalfuturo.it/>



RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Delegazione della Provincia di Trapani
http://rifiutizerotrapani.blogspot.com/
Email rifiuti.zerotp@libero.it

 SCARICA INVITO

SCARICA APPROFONDIMENTO

 

Lunedì 12 gennaio 2009

CAMMARATA DIMETTITI!

Ieri, domenica 11 gennaio a Piazza Politeama, a Palermo, è iniziata la raccolta delle sottoscrizioni per la richiesta di dimissioni del Sindaco Cammarata. 
La sottoscrizione sarà itinerante tra le piazze dei quartieri di Palermo e si articolerà con diverse iniziative pubbliche e assemblee cittadine coordinate tra le diverse forze sociali e politiche che hanno aderito all'iniziativa. La sottoscrizione si chiuderà il 15 di Marzo.

Sostengono in prima linea l'iniziativa: Italia dei Valori, Verdi, Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Comunisti italiani, Socialisti, Partito Liberale, Movimento Umanista, Cittadini Invisibili No Grazie, Amici di Beppe Grillo, Comitato di Lotta per la casa 12 Luglio, Movimento Consumatori-Palermo, Laboratorio Zeta, Comitato No Priv contro la privatizzazione dell'acqua, Liberacqua onlus, Sicilianamente, Centro delle Culture Ubuntu, Associazione Maloussein e LEFT - Casa della Sinistra.

info@verdisicilia.it

Lunedì 12 gennaio 2009

CI RISIAMO CON LA CRISI DEL GAS !

 Ce lo aspettavamo: con l’avanzare dell’inverno riprende la guerra del gas e il braccio di ferro fra Russia e Ucraina con l’inevitabile “paura-alibi” degli interessati all’affare rigassificatori. E’ una musica ormai vecchia che conosciamo a memoria: “Aiuto! C’è freddo! La Russia ha chiuso il rubinetto! CI VOGLIONO I RIGASSIFICATORI !!!”

 La canzone, però è stonata e non ci impensierisce affatto per parecchi motivi :

 I rigassificatori non possono essere la soluzione al problema perché la quantità di gas liquido che i paesi produttori riescono ad immettere sul mercato non è sufficiente nemmeno per gli impianti già esistenti sulla terra, quindi, paradossalmente, se ci volessimo approvvigionare efficacemente e con continuità, dovremmo “alzare il prezzo” rispetto agli altri paesi (altro che prezzi competitivi !!) diventerebbe una specie di asta a chi offre di più! Inoltre la quantità di gas che i rigassificatori potrebbero produrre è ben lontana da quella che arriva per via gasdotto e dalle esigenze del paese.

 Una soluzione, per essere tale, deve risolvere il problema in maniera efficace e definitiva; ciò non può certo essere realizzato con i rigassificatori, in quanto, a fronte degli enormi costi di realizzazione (costi che, vale la pena di ricordare, pagherebbero gli Italiani con le bollette grazie alla delibera 178/2005 art.13 comma 2 dell’Autorità per l’Energia e il Gas) il metano, essendo fonte fossile come il petrolio, prima o poi si esaurirà (si stima che ciò dovrebbe avvenire all’incirca fra una ventina d’anni) e il problema si ripresenterà.

 Inoltre va considerato che se abbiamo un’esigenza OGGI non possiamo certo risolverla con degli impianti che richiedono almeno tre anni per essere costruiti; ci vuole una soluzione immediata !

 Altra osservazione (che nel caso nostro è quella fondamentale) è la seguente: ammesso che i rigassificatori fossero la soluzione, fossero convenienti, fossero di immediata realizzazione, fossero facilmente rifornibili (tutte cose che invece NON SONO) resta sempre il dato di fatto incontrovertibile che un impianto di quelle caratteristiche di pericolosità NON PUO’ ESSERE LOCALIZZATO NEL CUORE DEL PETROLCHIMICO DI MELILLI-PRIOLO, dove ogni giorno accade un incidente, dove non esiste la manutenzione, dove l’ammodernamento e l’adeguamento a norma degli impianti è solo una barzelletta, insomma dove il pericolo di incidente rilevante e di effetto domino con conseguenze disastrose per le popolazioni circostanti è già altissimo !! 

E ALLORA ?

Allora, se ci serve altra energia (e non serve certo in Sicilia, ove si produce il 45% di tutta l’energia Nazionale e solo una piccolissima parte di essa serve alla Regione) prendiamocela; l’abbiamo gratis!

Gratis perché le centrali fotovoltaiche richiedono tempi brevissimi per essere realizzate e danno energia a costo zero indipendentemente da forniture estere IL SOLE E’ QUI, e noi, da veri idioti, lo usiamo solo per abbronzarci in estate.

Gratis perché ENI ed Edison, nel 2008 hanno scoperto un giacimento di gas metano nel mare siciliano al largo della costa fra Agrigento e Gela, capace di soddisfare le esigenze dell’Italia per 200 anni !!! (MA CHE SI ASPETTA A PRENDERCI IL NOSTRO GAS ?????)

Non ci servono rigassificatori, non ci serve il nucleare, non ci serve il gas russo né quello libico o algerino o dell’inferno ! Ci serve solo aprire gli occhi e vedere quanta energia abbiamo perché il buon Dio ce l’ha regalata; ci servono amministratori onesti che facciano gli interessi dell’Italia e della Sicilia, e non quelli dei loro compari in affari, insieme ai quali accumulare fortune alle spalle del popolo degli imbecilli !!!!

Luigi SOLARINO - Decontaminazione Sicilia - lsolarino@unict.it

Lunedì 5 gennaio 2009

VERDI Sicilia:  È ora che Genchi torni al suo incarico.

 “La Federazione Regionale dei Verdi esprime soddisfazione per l’ordinanza del GIP che fa piena luce su una serie di provvedimenti presi dall’Amministrazione Regionale nei confronti di un dirigente integerrimo e corretto che ha operato nel solo interesse della popolazione”. Ad affermarlo è Salvo Troncale Portavoce Regionale della Federazione dei Verdi.

“È ora che il dirigente Genchi torni al suo posto a svolgere l’incarico che più gli compete. Ino Genchi – continua Troncale - rappresenta un modello e un esempio da seguire per tanti dirigenti pubblici che ogni giorno vengono sottoposti a ricatti di qualsiasi genere allo scopo di convincerli a sottoscrivere provvedimenti sbagliati o addirittura dannosi per la salute dei cittadini. Tutti ricordano che le vessazioni e i provvedimenti presi nei suoi confronti ebbero inizio dopo che lo stesso negò l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera di un megainceneritore da realizzarsi proprio sulla città di Palermo e che avrebbe aggravato il già elevato livello di inquinamento dell’aria che si respira in città.”

info@verdisicilia.it

Domenica 28 dicembre 2008

Abbattere i falsi miti della qualità estetica per puntare alla "qualità totale" delle produzioni e dei consumi

Salutiamo positivamente l’iniziativa del Parlamento Ue che ha deciso di stanziare 90 milioni di euro per acquistare frutta e verdura bio da consumare nelle scuole, ma ci aspettiamo interventi ben piu’ incisivi anche dal governo italiano per mettere al bando i falsi miti dei modelli di qualità esclusivamente basati sulla percezione estetico visiva e contribuire ad affermare senza indugio il modello di agricoltura biologica che valorizza soprattutto i sistemi locali di sviluppo endogeno e gli standard di qualità totale.
La valutazione comparata rispetto all’uso dei mezzi tecnici nel processo di produzione dell’Uva da tavola in un famoso comprensorio viticolo della penisola, nel corso di un’indagine da me personalmente condotta, mette in evidenza come nella disperata illusione di compiacere al “dio mercato”, molti produttori di uva da tavola in convenzionale, si spingono ancora nella folle corsa degli interventi a calendario, circa uno a decade da maggio a dicembre, con prodotti fitosanitari di sintesi variamente combinanti tra loro. Fa specie come tutto cio’ sia perfettamente consentito dalla normativa italiana ed europea, la quale impone il rispetto delle soglie massime di residuo. Nessun produttore si sogna di non rispettare i tempi di carenza. Ma qualche volta la palla sfugge di mano e allora puo’ succedere che secondo lo studio di Pesticide Action Network, fra cui l'italiana Legambiente, dalle analisi di 124 campioni di uva provenienti da 18 catene di supermercati in cinque Paesi europei, escono fuori dati allarmanti ma per niente sorprendenti: “In media, la presenza di pesticidi è risultata pari a 0,65 milligrammi per ogni chilo d'uva. I due campioni più contaminati arrivavano a 4,3 milligrammi e a 3,8 milligrammi per chilo, ed erano stati acquistati in un supermercato tedesco. Il 20% dei grappoli mostrava tracce di 10 o più pesticidi, con un record francese di 16 pesticidi”.
Chi sono le vittime di questa lucida follia? Di certo i consumatori, ignari ma non tanto se si lasciano ingannare solo dall’estetica civettuola della grande distribuzione. Sicuramente i produttori agricoli, che anche in tempo di recessione economica per la coltivazione di un ettaro di uva da tavola con il metodo convenzionale per ogni Kg di uva da immolare ai pretestuosi “standard qualitativi del “sacro mercato del convenzionale”, sono disposti ad anticipare dai 35 e i 50 cent. (di cui buona parte vanno alle multinazionali del fitofarmaco). Un prezzo di produzione che difficilmente riusciranno a recuperare. Nell’anno in corso il prezzo dell’uva convenzionale sulla pianta, solo all’inizio della raccolta (settembre) ha sfiorato i 60 cent. chilo, per poi crollare irrimediabilmente ai 30 cent. Di contro, le oramai sempre piu’ numerose aziende bio che producono uva da tavola, sono stressati da costi di produzione documentatamene piu’ bassi. Felici di sostenere addirittura che alcune patologie che rovinano il sonno ai produttori convenzionali, come la peronospora e i tripidi, in certe annate non compaiono affatto. Ne vogliamo parlare?

Lillo Alaimo di Loro - Direttore di BioagriCultura

 

Domenica 28 dicembre 2008

30-31 dicembre - 17 gennaio - GROTTE (AG)

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Giovedì 18 dicembre 2008

BISACQUINO TEATRO COMUNALE

 

DOMENICA

21 DICEMBRE 2008

ORE 17,00

 

Ingresso Libero.

È gradita la partecipazione

di tutti gli amministratori locali.

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Lunedì 8 dicembre 2008

LO SCANDALO DEI CIP6

 

I Cip6 sono degli incentivi che lo stato italiano, nonostante esista una legge europea che lo vieta espressamente (Direttiva 2001/77 CE), ha elargito e continua ad elargire ai processi di smaltimento tramite combustione di rifiuti urbani, residui di raffinazione e scarti industriali.

Essi vengono prelevati direttamente dalla bolletta dell’energia elettrica di ogni singola famiglia che si addossa così i costi della mancata osservanza della norma e le prevedibili, salatissime multe che ne derivano, mentre i profitti vanno interamente ai gestori degli impianti di incenerimento.

Si tratta pertanto di un vero e proprio incentivo all’inquinamento a danno della nostra salute.

In Italia, infatti, i tumori infantili dei tessuti molli (come le leucemie) stanno aumentando ad un ritmo spaventoso, il doppio rispetto ad altri paesi europei. Si sospetta che gli inceneritori insieme ad altri fattori ne siano responsabili in quanto produttori di diossine, furani e nanopolveri, attualmente non monitorate dalla legge, che entrano subdolamente nel cibo e nell’organismo umano.

I Verdi erano riusciti a rimediare a questo scandalo, imponendo nella finanziaria del 2007 la soppressione dei finanziamenti per tutte le fonti energetiche non rinnovabili. Oltre 40 miliardi di euro “regalati” a petrolieri e alla lobby dell’incenerimento (tanto è l’ammontare dei sussidi ad oggi corrisposti) venivano così restituiti alle vere energie rinnovabili (solare ed eolico in primis) e alla incentivazione del compostaggio e del riciclaggio.

Questa norma insieme ad altre introdotte in quella finanziaria, avevano innescato un vero e proprio boom delle energie rinnovabili, e favorito migliaia di posti di lavoro.

Ma l’uscita dei Verdi dal Governo prima, e dal Parlamento poi, ha fatto si che fossero firmate deroghe per alcuni inceneritori in via di costruzione che ritornavano ad essere finanziati dai cittadini.

L’attuale Ministro per l’Ambiente ha riconfermato queste deroghe per il 2009, estendendole perfino agli inceneritori di futura realizzazione.

Quello che l’Associazione Diritto al Futuro con l’appoggio e il sostegno di gruppi nazionali ed internazionali (Rete Nazionale Rifiuti Zero, G.A.I.A.) tenta di fare, è una vertenza legale, denunciando il gestore della rete elettrica e intimando la restituzione di ciò che ci è stato sottratto illegalmente con le bollette dal 2004 al 2007.

È questa un’azione che parte dal basso, che può contribuire ad eliminare lo scandalo dei Cip6, sensibilizzando le istituzioni, tramite i cittadini che si mobilitano per la difesa di un proprio diritto.

Il diritto ad avere energia pulita in un ambiente più sano. Il diritto al Futuro.

I Verdi Siciliani hanno deciso di sostenere l’iniziativa partecipando alla vertenza e collaborando attivamente per la raccolta delle deleghe tramite banchetti e passaparola, convinti come siamo che anche se fuori dai parlamenti, bisogna continuare ad impegnarci per la tutela della salute, dell’ambiente e dei territori.

Saluti, Verdi naturalmente. Salvo Troncale (co-portavoce Verdi Sicilia)

 

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Associazione “Decontaminazione Sicilia, Coordinamento di Comitati civici, Associazioni e liberi cittadini per la difesa dell’Ambiente e dei Beni Comuni”, regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Augusta (SR) il 19 gennaio 2007, al n. 60 serie 3a atti privati, protocollo n. 2007001030 e progressivo n. 2007000376.

 

                                                                                                           Augusta 06.12.2008

Lettera aperta

Al Signor Ministro dell’Ambiente

e  p. c.

Al Presidente della Regione Sicilia

All’Assessore Regionale all’Ambiente

All’Assessore Regionale all’Industria

 

            Onorevole Sig. Ministro, come preannunciato a mezzo stampa in data 05 luglio 2008, abbiamo iniziato uno studio sulla presenza di metalli pesanti in un gruppo di donne in età fertile residenti nel triangolo industriale Augusta-Priolo-Melilli.

            La prima fase di detto studio è terminata; la metodica adottata, ICP-MS (Inductively Coupled Plasma-Mass Spectrometry), ci ha permesso di dosare nei campioni di capelli tutti i metalli e gli oligoelementi essenziali presenti. Essendo ora in possesso dei risultati e, considerati i riscontri, ci sentiamo in dovere di dare una prima informazione.

            Come nello studio del Dott. Anselmo Madeddu (Asl 8), abbiamo riscontrato una presenza elevata di mercurio, oltre a valori in eccesso di altri metalli pesanti (Al, Pb, Sr, Sb, Zr, Ag e Cr) e squilibrio di diversi oligo-elementi essenziali (Cu, P, Mg, Zn e Fe). Questi ultimi, per effetto sinergico, sono responsabili dell’aumento dei danni arrecati dal mercurio e dagli altri metalli pesanti sull’organismo umano.

            In atto è iniziata la fase due dello studio: a tutti i soggetti sottoposti ad analisi è stata fornita una terapia chelante personalizzata (fornita da esperti del settore) e, dopo tre mesi dalla sua adozione, saranno ripetuti gli esami per accertarne i miglioramenti.

            In ciò fiduciosi in quanto, dalle informazioni scientifiche dell’AISETOV (Associazione Italiana per lo Studio degli Elementi Traccia negli Organismi Viventi), della FESTEM (Federation of European Societies on Trace Elements and Minerals) e della Metal Test, si evince come, a seguito delle terapie personalizzate proposte, si avrebbe una riduzione progressiva della quantità dei metalli presenti, fino alla loro scomparsa e, con essa, la cessazione dei sintomi specifici ed aspecifici causati dall’intossicazione dei metalli in causa.

            Lo scopo finale è quello di eliminare la presenza di questi metalli pesanti, ed in special modo il mercurio, in modo che, per esempio, le donne possano programmare tranquillamente e responsabilmente una gravidanza, riducendo al minimo la possibilità di malformazioni neonatali e di interruzioni terapeutiche di gravidanza, come dimostrato dallo studio del Madeddu che individua, nel triangolo industriale siracusano, il tasso più elevato di interruzioni di gravidanza (di cui un terzo per difetti del sistema nervoso centrale riferibili al mercurio) con valori quadrupli di interruzioni rispetto al riferimento nazionale. Lo stesso dicasi per i lavoratori delle industrie che, se sottoposti a periodici controlli ed alle relative terapie, dopo 30 anni di lavoro potrebbero sperare a non morire solo di tumore, ma possibilmente anche di vecchiaia.

            Signor Ministro, apprezziamo il Suo sostegno alla bonifica del porto di Augusta, ma altrettanto importante sarebbe la bonifica dei cittadini.

Questi primi risultati ci inducono ad alcune considerazioni che speriamo vengano accolte:

- Proporre questo tipo di controllo a carico del servizio sanitario nazionale, almeno per le zone a rischio, come da proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati il 04.06.2007 dall’On. Fallica;

- Ammodernare gli impianti industriali;

- Bonificare non solo il porto, ma anche i siti contaminati adiacenti alle industrie, considerato che l’aumento e la tipologia delle malattie tumorali nel nostro territorio indicano chiaramente come la matrice ambientale, e di conseguenza la catena alimentare, risulti compromessa;

- Adeguare gli scarichi in atmosfera con “controlli in continuo” in quanto è importante conoscere quanto si scarica annualmente e non nelle poche ore di controllo, spesso effettuato trimestralmente e previo preavviso;

- Controlli periodici dei dipendenti, a carico delle industrie, per prevenire le patologie croniche degenerative e tumorali collegabili alla persistente presenza dei suddetti metalli pesanti nell’organismo.

            Alla luce di quanto esposto desidereremmo conoscere da Ella, Signor Ministro, se ritenga ancora opportuna l’attuale programmazione per la nostra zona (potenziamento inceneritore Gespi, inceneritore per RSU, trasformazione probabile dell’Enel Tifeo con combustibile a carbone, Piattaforma polifunzionale Oikothen), programmazione che se attuata aggraverebbe ancora di più la situazione appena esposta.

            Grati per l’attenzione che Ella vorrà prestare e dichiarandoci disponibili ad ogni forma di informazione e collaborazione, in attesa di riscontro Le porgiamo distinti saluti

 

Prof, Luigi SOLARINO                                                                Dott. Giacinto FRANCO

     (Presidente Decontaminazione Sicilia)                                 (Equipe sanitaria Decontaminazione Sicilia)

 

  

lsolarino@unict.it

 

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Giovedì 4 dicembre 2008

Clima. Francescato: saggia marcia indietro Prestigiacomo su dl anti crisi

“L’annuncio del ministro Prestigiacomo sulla reintroduzione delle detrazioni fiscali per le eco-ristrutturazioni rappresenta una saggia ‘marcia indietro’ del governo su una materia che ha importanti risvolti sia dal punto di vista ambientale che da quello economici”. Cosi’ la portavoce nazionale dei Verdi Grazia Francescato ha commentato l’annuncio del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha presentato un emendamento soppressivo della norma del DL anticrisi con la quale si modificava la disciplina della detraibilita’ fiscale degli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Le detrazioni fiscali, che sono stati fortemente volute da noi Verdi nella scorsa legislatura, ormai dovrebbero essere un patrimonio ambientale ed economico condiviso- spiega il responsabile ambiente del Sole che ride Camillo Piazza -. Attraverso questo sistema di agevolazioni e’ stato possibile non solo favorire la riqualificazione energetica di molti edifici ma anche creare tantissimi posti di lavoro nel settore edilizio. Gli incentivi per l’edilizia ‘verde’ previsti nelle Finanziarie del 2007 e nel 2008 ha permesso, complessivamente, investimenti per 2,3 miliardi di euro, consentendo un risparmio di 500 mila MWh di energia - ha concluso la Francescato -. Non solo rappresentano un importante strumento per la riduzione delle emissioni di gas serra (un terzo del quale in Italia proviene dal settore edilizio) ma sono un esempio di come l’economia possa essere amica dell’ambiente”.

 

Lunedì 1 dicembre 2008

D.L. 185/2008. Art.29

 

ABOLITE "DETRAZIONI VERDI"

 

SANDRA GIORGETTI - Con l'approvazione del decreto legge 185, il governo ha di fatto inferto un gravissimo colpo alla diffusione e utilizzazione delle energie rinnovabili.
In un momento in cui la posizione dell'Italia nei confronti delle riduzioni di gas serra sta prendendo una deriva totalmente in controtendenza all'Europa, questo ulteriore colpo ci riporta indietro verso una politica arretrata e miope che non pochi danni procurerà all'ambiente, all'economia e alla nostra credibilità internazionale.
Per privati e imprese diventerà quindi difficile fruire delle detrazioni irpef e ires del 55% sugli interventi per il risparmio energetico diventando soggette alla domanda presso l'agenzia alle entrate che l'accoglierà fino ad esaurimento degli stanziamenti. Niente più automatismo: imprese e privati dovranno quindi sostenere gli interventi senza avere nessuna certezza della detrazione.
Dispiace che una notizia di tale gravità sia passata nel silenzio più assoluto da parte dei mezzi di comunicazione e che anche l'opposizione non abbia fatto sentire la sua voce.
Speriamo che si possa parlare al più presto nelle opportune sedi dei danni che questa legge apporterà al sistema e all'economia delle rinnovabili.

 

LEGAMBIENTE - Negativo il commento sul provvedimento da parte di Legambiente. «Altro che rilancio dello sviluppo: il governo va contro le famiglie e le aziende. Incentivi semplici, trasparenti e sicuri diventano ora complicati, discrezionali e limitati», ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente. Perché si è cambiato un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette grazie alla possibilità di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica?». Secondo Legambiente verranno prese in considerazione solo le prime proposte presentate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio e solo fino al raggiungimento di un tetto di spesa prevista dal governo.

 

BERSANI: «GOVERNO IMBROGLIONE» - Dura presa di posizione di Pier Luigi Bersani, ministro dell'Economia del governo ombra del Pd: «Leggendo il decreto anticrisi emergono decisioni che un governo imbroglione si è dimenticato di dire in conferenza stampa. Sono decisioni senza senso, spiegabili solo con la volontà ideologica di cancellare ogni traccia delle novità introdotte dal governo Prodi. Spicca il colpo mortale con effetti retroattivi dato alle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali. Lo sconto fiscale del 55% era a sostegno all'economia e all'ambiente secondo priorità universalmente riconosciute da Kyoto in poi. Chi ha realizzato l'intervento sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15 mila euro». Aggiunge Ermete Realacci, ministro dell'Ambiente del governo ombra del Pd: «Lo sgravio fiscale del 55% è stato utilizzato da 230 mila famiglie e ha messo in moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di euro».

 

TRONCALE - IL "SILENZIO DISSENSO" DI BERLUSCONI

La trovata del "Silenzio Dissenso", rappresenta la ciliegina sulla torta.  Presentate pure la richiesta abbiamo pronto anche il modulo, tanto... Per chi conosce lo stile di lavoro dell'Agenzia delle Entrate, la scelta del silenzio-dissenso è certa significando che le domande verranno bocciate in massa.

Dopo i Cip6 adesso tocca al conto energia e alle detrazioni fiscali. Con effetto retroattivo.

Tutte le innovazioni introdotte dai Verdi saranno una dopo l’altra cancellate.

E poi ci accusano di essere il partito del NO.

Invito tutti coloro che hanno sperato anche un solo istante in una fine del governo Prodi o del Ministero Verde, a riflettere.

Noi sapevamo che la posta in gioco era molto alta.

E siamo ancora all’inizio.

 

Saluti, sempreverdi ma tristi. Salvo Troncale.

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Lunedì 1 dicembre 2008

PUBBLICHIAMO CON PIACERE IL COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE RIFIUTI ZERO DI TRAPANI COMPLIMENTANDOCI CON LORO PER L'OTTIMO LAVORO SVOLTO

Per la giornata mondiale contro l'incenerimento del rifiuti e per le alternative promossa dall'organismo internazionale GAIA, un folto pubblico di circa 150 persone ha assistito, sabato 29 novembre a Trapani presso l'aula magna dell'Università, al convegno "Da rifiuti a risorse: percorsi per un'economia sostenibile".
L'incontro organizzato dall' Associazione Rifiuti Zero Trapani Onlus e patrocinato dal Comune di Erice ha visto esperti in materia di gestione rifiuti come Rossano Ercolini, della Rete Nazionale Rifiuti Zero che ha parlato dell'esperienza di Capannori (Lu) primo comune italiano per Rifiuti Zero dove circa dieci anni fa era previsto un inceneritore di rifiuti ma oggi con il sistema di raccolta differenziata porta a porta ha raggiunto l'83 per cento dimostrando che un'alternativa all'incenerimento è possibile.
L'imprenditrice Carla Poli del Centro Riciclo di Vedelago (Treviso) ha illustrato come dagli scarti del materiale riciclato, grazie all'impianto da lei brevettato, ricava una sabbia sintetica per l'edilizia, molto richiesta nel mercato. Il Prof. Paul Connett, docente di chimica ambientale della St. Lawrence University di New York, promotore nel mondo della strategia Rifiuti Zero ha concluso con un intervento scientifico. Ha spiegato che in California ad esempio dove viene applicata la strategia Rifiuti Zero più di 500 comuni hanno superato il 50 % della raccolta differenziata con il sistema porta a porta. Il prof. Connett ha dimostrato anche come l'incenerimento dei rifiuti non è assolutamente conveniente, poiché per ogni tonnellata 3-4 tonnellate di rifiuti si ottiene circa una tonnellata di ceneri tossiche che va in discarica. In questo modo il problema dei rifiuti non si risolve. Sostiene il prof. Connett che i rifiuti sono un problema d organizzazione, educazione e progettazione industriale e che il nostro compito nel 21esimo secolo è non tanto quello di trovare modi migliori per distruggere i materiali di scarto quanto arrestare la produzione di imballaggi e di prodotti che devono essere distrutti.
In seguito il Rag. Messina della Calcestruzzi Ericina ha presentato l'impianto di riciclaggio di rifiuti inerti che a breve sarà inaugurato a Trapani in un terreno confiscato alla mafia.
A chiusura dei lavori interventi del Sindaco di Trapani Girolamo Fazio e del Sindaco di Erice Giacomo Tranchida.
Fazio ha riferito che l’attuale legislazione non consente agli amministratori locali di intervenire in tema di rifiuti in quanto la competenza  è degli ATO e pertanto sono disincentivati sia gli investimenti che ogni sorta di progettualità. Ciò nonostante ha intrapreso per la raccolta differenziata l’attività dell’isola ecologica che ha dato notevoli risultati con una evidente risposta da parte della cittadinanza.
Il sindaco Tranchida ha invece posto l’attenzione sull’aspetto economico della questione ritenendo oltremodo costoso per le amministrazioni espletare il servizio di raccolta differenziata con il sistema porta a porta, quanto meno nelle fasi iniziali. Ad ogni modo ha comunicato che a fine novembre è stato dato l'appalto, grazie a dei finanziamenti ottenuti, per espletare il servizio di raccolta differenziata porta a porta che riguarderà alcune zone del comune di Erice sia a vetta che a valle.
Ha concluso l' assessore del comune di Trapani Cettina Spataro che ha letto il messaggio inviato dal Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Senato Sen. Antonio D'Alì. "Lo slogan "rifiuti zero" non è più soltanto uno slogan-scrive il Sen. D'Alì-
e in Italia finalmente, come a San Francisco dove sono stato personalmente la scorsa estate per verificare il raggiungimento di tale obiettivo, ci si sta muovendo in questa direzione. Il rifiuto come "risorsa" dalla quale trarre economie e benefici sociali anche attraverso l'intervento degli "addetti ai lavori" i quali potranno diffondere una nuova cultura etica nel rispetto dell'ambiente."



RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Delegazione della Provincia di Trapani
http://rifiutizerotrapani.blogspot.com/
Email rifiuti.zerotp@libero.it
 

 

Giovedì 27 novembre 2008

 

COMITATO CIVICO DI ADRANO “SALUTE-AMBIENTE”

 

INCONTRO - DIBATTITO

 

Pianificazione del territorio ed esempi di economia sostenibile

per la tutela e la valorizzazione della Valle del Simeto

  

Venerdì 28 novembre, ore 16

Auditorium I Circolo Didattico “Sante Giuffrida”, Via Alcara Li Fusi, Adrano (CT)

(di fronte Scuola Media Mazzini, Via IV Novembre, a 150 m dal cimitero)

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Martedì 25 novembre 2008

NO TRIV: Vittoria a Vittoria

 

Il Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas/petrolifere in Sicilia esprime grande soddisfazione per la sentenza del TAR  di Catania che  dà piena ragione al Comune di Vittoria per quanto riguarda la questione delle perforazioni per idrocarburi di Sciannacaporale dove insistono le sorgenti d'acqua che servono appunto la città di Vittoria.

Si tratta di una SENTENZA DI MERITO che di fatto annulla le autorizzazioni  che la Regione Sicilia, a suo tempo, concesse alla società.  La concessione riguarda 747 km. quadrati nei territori di molti comuni tra cui Avola, Noto, Rosolini, Modica, Vittoria, Ragusa, ecc.

Nella sentenza l' ARPA e la Panther debbono  pagare tutte le spese di lite della Consulenza Tecnica d'Ufficio (C.T.U.) e viene riconosciuto il rischio per le risorse idriche.

 Viene decretato anche che la V.I.A. (Valutazione d' Impatto Ambientale) deve essere propedeutica a qualsiasi iniziativa e si deve acquisire il parere vincolante del Comune dove insiste l'intervento (nel caso in specie Vittoria), dell' ASL e del Genio Civile, pertanto deve essere rifatto da parte della società tutto l' iter precedente. 

 

Riteniamo questa SENTENZA, STORICA (è un precedente importante): per la prima volta  si riconosce che il FUTURO ed  il modello di sviluppo  debbono  essere decisi dalle comunità e non imposti dall'alto e pertanto sono salvaguardate le risorse pubbliche del territorio rispetto ad interessi privati.

 

In sostanza:  

 - i beni comuni  come l' acqua, il paesaggio, l'ambiente debbono essere tutelati;

 - non si può insistere  ancora nelle risorse energetiche derivate da combustibili fossili, ma bisogna puntare alle energie rinnovabili, sicure, pulite ed al risparmio energetico;

 - vi è bisogno di un'economia durevole, sostenibile, in armonia con la natura.

 

Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni gas/petrolifere  in Sicilia

 COMITATO NO TRIV 

 

Martedì 25 novembre 2008

CGIL Sicilia su CIP 6

Comunicato stampa della CGIL Sicilia del 25 novembre 2008 sui CIP 6 voluti dal ministro dell'ambiente e dal presidente della regione siciliana.

Alfio La Rosa

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Venerdì 21 novembre 2008

L’associazione Rifiuti Zero Trapani Onlus presenta

Sabato 29 novembre 2008 alle ore 16.30 presso l’aula magna dell’Università di Trapani

Rossano Ercolini, Rete Nazionale Rifiuti Zero,

Carla Poli, imprenditrice del Centro Riciclo di Vedelago e
Paul Connett docente di chimica ambientale e tossicologica della ST. Lawrence University di New York.
Chiusura dei lavori Sen. Antonio d’Alì, Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Senato.

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RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Delegazione della Provincia di Trapani
http://rifiutizerotrapani.blogspot.com/
Email rifiuti.zerotp@libero.it

Giovedì 20 novembre 2008

VERSO L'ELIMINAZIONE DEI CANCROVALORIZZATORI

 

 

L'alternativa agli inceneritori? E' a Vedelago, e la sfruttano le altre Regioni

 

htpp://www.oggitreviso.it

Vedelago - Da qualche tempo l'industria, in sintonia con qualche bravo amministratore, riesce a riciclare totalmente i rifiuti solidi urbani raccolti attraverso la raccolta differenziata domiciliare. Con questo processo finalmente si può dare una risposta definitiva a chi chiede: "... e della frazione residua cosa facciamo?"
Questo sta accadendo in almeno tre regioni diverse, legate però da un filo comune: una buona raccolta differenziata domiciliare e un trattamento finale della frazione secca residua fatta con il processo di selezione-estrusione del Centro Riciclo di Vedelago, che è in grado non solo di ridurre i costi di conferimento dei Comuni ma anche di produrre profitti dalla vendita sul mercato di un prodotto estruso certificato, utilizzato in manufatti industriali e nell'edilizia quale aggregante.

Nel veneto, a Ponte nelle Alpi assieme a qualche comune limitrofo, è stato sviluppato, dapprima col supporto metodologico del Consorzio TV2 Priula per l’organizzazione della Raccolta differenziata domiciliare, e successivamente con il supporto tecnologico del Centro di Vedelago srl per la frazione secca dei rifiuti, un processo che permette di conferire all'impianto di selezione  ed estrusione di Vedelago la frazione residua stessa per ottenerne il suo completo riciclaggio.
Questa frazione entra in un processo di selezione (meccanica e manuale) e di estrusione, che è in grado di produrre un granulato a matrice prevalentemente plastica, a norma UNI 10667/14, utilizzato per la fabbricazione di diversi manufatti industriali e per l’impiego in edilizia quale aggregante, con grossi profitti economici e vantaggi ambientali, contrariamente a quanto avviene per il costoso smaltimento del Combustibile da Rifiuti, ottenuto dalla frazione secca residua, per il quale i Comuni pagano centinaia di euro a tonnellata fra produzione, trasporto e smaltimento negli inquinanti inceneritore, in impianti industriali o in discarica.

In Sardegna la Società mista pubblico-privata Anglona Ambiente, composta da un Consorzio di 14 Comuni della Sardegna e dal Centro Riciclo di Vedelago, quale parte tecnologica e di gestione, ha sviluppato in loco un ciclo completo di Raccolta Differenziata Spinta  e di riciclaggio totale della Frazione Secca Residua dei rifiuti solidi urbani.

Nel Lazio a Colleferro (Roma), sempre con la consulenza del Centro di Vedelago, è stata autorizzata la messa in esercizio di un impianto di selezione e riciclo a servizio del Consorzio GAIA, composto dai 42 Comuni della zona sud-est di Roma. Entro il mese di ottobre 2008, entrerà in funzione l’impianto di selezione e, a seguire, l’impianto per la produzione di granulato dalla frazione secca residua.
 
"La combustione ad alta temperatura è del tutto estranea ai cicli naturali biologici", come afferma da sempre con insistenza il professor Gianni Tamino. Questo dovrebbe essere la linea guida degli amministratori nella gestione dei rifiuti, rifiuti visti come scarti che si devono considerare prodotti da ridurre e migliorare continuamente.
 
Queste esperienze dimostrano che la filosofia Rifiuti Zero, cioè ridurre e riciclare tutto non è più un'utopia.  Occorre replicare, queste esperienze flessibili, magari in tutti gli 8100 Comuni italiani. Infatti esse sono basate prevalentemente sulla migliore cultura metodologica e sulla semplificazione dei processi industriali. Una filosofia che soddisfa in pieno due principi base nella gestione dei rifiuti: il principio di responsabilità individuale attraverso la raccolta domiciliare spinta ed il principio di prossimità cioè la capacità di smaltimento totale in loco dei propri scarti, attraverso il riciclaggio totale. E questo, anche per il Veneto sarebbe un grande vantaggio.

L'obiettivo è quello di fermare gradualmente la sessantina di cancrovalorizzatori di rifiuti urbani esistenti in Italia (quattro nel Veneto) e le decine di nuovi cancrovalorizzatori pianificati irresponsabilmente (due nel Veneto). Ridurre inoltre la saturazione delle discariche, allungando la vita delle esistenti, possibilmente all'infinito, senza doverne aprire di nuove.
 
Nel nome della tutela della salute e della biodiversità dell'ecosistema, per la nostra e per le future generazioni.
 

Gianluigi Salvador (Referente energia e rifiuti WWF Veneto Del direttivo nazionale Movimento per la Decrescita Felice)

 

Giovedì 20 novembre 2008

La tecnologia del Centro Riciclo Vedelago

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http://www.ecceterra.org/docum.php?id=1373

Secondo la titolare dell’impianto la tecnologia del Centro Riciclo Vedelago consente il riuso di quasi tutto il residuo secco «L’inceneritore non serve a nulla» Solo una parte infinitesimale degli scarti delle famiglie non può essere rimessa in produzione

Zero rifiuti. Tutto può essere riciclato. Almeno questo accade al Centro Riciclo Vedelago, dove anche il secco comunemente definito "non riciclabile" riesce ad essere trasformato in materiale utilizzabile nella produzione industriale. Da ciò discende la deduzione che gli inceneritori e le discariche potrebbero, almeno in teoria, diventare soltanto un ricordo.

"Se si volesse si potrebbe riciclare tutto - afferma Carla Poli, titolare del Centro Riciclo Vedelago -. Noi trasformiamo anche il secco non riciclabile. Da noi arriva il secco riciclabile, quindi vetro, plastica, lattine, legno, carta, cartone etc. Accade però che tra il secco riciclabile ci siano anche parti di rifiuto non riciclabile. È inevitabile che, anche se si fa la raccolta differenziata, poi finisca nel rifiuto riciclabile anche una parte di non riciclabile".

In sostanza è praticamente impossibile differenziare perfettamente tutta la spazzatura. "La gente si sbaglia - aggiunge Poli - ed in definitiva il 10-15 per cento di quanto arriva da noi è non riciclabile. Teoricamente dovrebbe arrivare solamente il secco riciclabile, ma arriva un po’ di tutto. Comunque sia, è proprio con quel 10-15% che si fa il granulato plastico". Dunque, alla fine, si ricicla praticamente tutto. Solo una parte infinitesimale, inferiore allo 0,01 per cento, va a finire nell’inceneritore.

Questo dal maggio 2007, quando cioè è entrato in funzione il nuovo impianto del Centro Riciclo Vedelago che consente appunto di riutilizzare anche il secco non riciclabile. "Prima ricorrevamo anche noi all’incenerimento ed avevamo un certo tipo di costi - puntualizza la titolare -. Ora, con il nuovo impianto, costa molto meno il riciclo e per di più ci viene pagato quello che produciamo, dato che si tratta di un buon prodotto. Abbiamo azzerato i costi di smaltimento, dato che non ricorriamo più alla discarica o agli inceneritori".

Il rifiuto non è più un costo ed un danno all’ambiente, bensì un business che non fa male a nessuno. "I costi di lavorazione sono coperti dal ricavo che ho con la vendita - spiega sempre Carla Poli -. Alle aziende e ai comuni che portano qua i loro rifiuti posso fare un abbassamento dei prezzi". Tutto fila, quindi. Ed il problema rifiuti parrebbe talmente facile da risolvere

Ma perché allora non portano tutto il secco non riciclabile da voi? "Il secco non riciclabile non è di nostra competenza - puntualizza sempre Carla Poli -. Noi abbiamo messo a punto una tecnologia che ci ha risolto il problema del nostro secco non riciclabile, quello che rimane dai rifiuti riciclabili che ci arrivano, ma il secco non riciclabile non è di nostra competenza. Va tutto a Lovadina, diventa combustibile destinato all’incenerimento e va a finire in tutta Italia. Da notare che, secondo dati Unindustria, fare un inceneritore costa almeno 250 milioni di euro. Non abbiamo fatto un business plan per un centro recupero dedicato al secco non riciclabile, ma di sicuro costerebbe molto meno. Poi, sottolineo, riciclare costa meno e viene pagato quello che si produce".

Ma allora, il problema rifiuti sarebbe risolvibile con una legge che abolisce gli inceneritori e fa passare tutto per degli impianti come il vostro? "Non voglio entrare nel merito - conclude -. Noi facciamo solo il nostro lavoro. Abbiamo messo in piedi l’impianto di granulazione, ma la gestione dei rifiuti spetta alla Provincia e alla Regione. La nostra autorizzazione dice che più si recupera e meglio è. Noi riusciamo a trasformare tutto, il secco non riciclabile può essere lavorato, e diamo un prodotto a norma Uni. Ovviamente lo facciamo solo con le tipologie di rifiuto per le quali siamo stati autorizzati. Semplicemente avevamo un problema con il secco non riciclabile e ce lo siamo risolto. Non spetta a noi entrare nel merito della legislazione".

Matteo Ceron

Il Gazzettino - Treviso, 3 febbraio 2008

 

 

Sabato 15 novembre 2008

ACQUA: Pubblichiamo un articolo di Rosaria Ruffini docente dell'Università IUAV di Venezia

Giovedì 13 novembre 2008

Prevista la presenza del co-portavoce regionale dei Verdi Andrea Carbone e di gran parte dell'Esecutivo alla manifestazione di sabato 15 novembre per le vie di Melilli. Risparmio Energetico ed Energie Rinnovabili, sicure e pulite sono la risposta al rigassificatore che il governo vorrebbe realizzare senza il consenso dei cittadini.

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VOLANTINO E SCHEDA

Martedì 11 novembre 2008

INVITO A VILLA MALFITANO PER PARLARE DI ENERGIE RINNOVABILI GIOVEDI' 13 NOVEMBRE

 

Cari soci ed amici,

negli ultimi anni la questione energetica ha assunto nel nostro Paese un rilievo sempre maggiore perché è cresciuta, anche grazie al nostro impegno, la consapevolezza sul ruolo strategico rivestito dalle rinnovabili e dall’efficienza energetica. Prima il conto energia, poi le norme che hanno reso obbligatoria la certificazione energetica egli edifici hanno costituito un primo significativo passo avanti nella direzione da noi auspicata, coerente con l’impegno della UE che ha sempre più rafforzato la sua leadership nella battaglia contro il riscaldamento globale. Negli ultimi mesi, però, il governo Berlusconi ha invertito radicalmente la rotta riproponendo con decisione un altro modello, quello fondato sul ritorno al nucleare.

Questa scelta, contraddistinta da una insensata carica ideologica, non è un semplice ritorno al passato che punta su una tecnologia vecchia, pericolosissima e tutt’altro che economica, ma rischia di bloccare sul nascere nel nostro paese lo sviluppo della “rivoluzione” tecnologica (ma anche economico-sociale) innescata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Per questa ragione la scelta del governo costringe il mondo ambientalista ad una assunzione di responsabilità immediata in quanto ci impone di rilanciare, a distanza di ventun’anni dalla vittoria del referendum, una nuova campagna contro il nucleare.

A differenza di quanto avvenne alla metà degli anni ottanta però, oggi abbiamo un forte argomento in più che è la crescita esponenziale delle tecnologie per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Oggi quelle tecnologie si pongono come seria alternativa economica a questo ritorno al passato.

La segreteria ed il direttivo nazionali di Legambiente hanno deciso di mettere al centro di tutte le nostre attività dei prossimi mesi proprio l’impegno nella costruzione di un nuovo movimento antinucleare in Italia, e hanno lanciato questa mobilitazione con la manifestazione nazionale del 7 giugno a cui ha partecipato una nutrita rappresentanza di Legambiente Sicilia.

Per avviare nella nostra regione la costruzione di questo movimento abbiamo organizzato assieme al CEPES, all’ARCI, alla FIOM, e ad altre realtà associative, un importante convegno regionale che si terrà giorno 13 novembre a Villa Malfitano, a Palermo. Al convegno parteciperanno alcuni grandi padri del “movimento antinucleare” che vinse la battaglia referendaria del 1987 ma anche soggetti con i quali confrontarci sulla specificità siciliana, e in particolare sul piano energetico regionale che il governo vorrebbe approvare al più presto.

A nessuno può sfuggire il fatto che proprio in Sicilia – regione che paradossalmente dispone delle più favorevoli condizioni per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili – si stanno concentrando iniziative ad alto impatto ambientale e climalteranti (inceneritori, rigassificatori, turbogas) ed il Ministro dell’Ambiente (!) propone la realizzazione nel siracusano della prima centrale nucleare.

Per l’importanza che riveste questo momento vi chiediamo di essere tutti presenti a Palermo e di cominciare a mobilitare il vostro territorio a partire dalle amministrazioni locali alle quali chiederemo di dichiararsi “denuclearizzate”. Sarebbe molto importante riuscire a presentare già in occasione del convegno i primi comuni che avranno deciso di schierarsi con noi in questa battaglia. Allora non perdiamo tempo e diamoci subito da fare nel contattarli e convincerli.

Buon lavoro a tutti.

 

Mimmo Fontana Presidente Regionale, Enzo Parisi Responsabile del Dipartimento Energia Rifiuti, Maria Zammito.

Legambiente Sicilia, Via Agrigento,67 - Tel.091.301663 cell.329.5930963 Fax.091.6264139

regionale@legambientesicilia.com - www.legambientesicilia.com

 

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Martedì 11 novembre 2008

INVITO A PALAZZO DELLE AQUILE GIOVEDI' 13 NOVEMBRE PER COSTITUIRE "IL FORUM PROVINCIALE DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA"

SCARICA VOLANTINO

 

Mercoledì 5 novembre 2008

Lettera aperta al Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo

Esimio Presidente,

Le scrivo in merito alla Sua volontà di pubblicare entro questo mese i nuovi bandi per gli inceneritori.
Dirigo a Lei le mie parole, e desidererei che le leggesse in primo luogo come uomo e non soltanto come il massimo rappresentante della mia Sicilia.

Oggi come Lei saprà esiste un'ampia letteratura medica e scientifica che dimostra i danni alla salute causati dall'incenerimento dei rifiuti. Un organismo come l'ISDE, associazione Medici per l'ambiente, si impegna da tempo per la ricerca scientifica e per diffondere il messaggio che oggi la morte viene dall'aria e che la combustione dei rifiuti provoca danni irreparabili alla salute delle popolazioni che vivono in prossimità di tali impianti. La Sicilia, terra meravigliosa nelle sue bellezze naturali, si è vista spesso violentata nei suoi territori. Gli inceneritori previsti nel piano regionale rifiuti non faranno altro che distruggere territori come la Valle del Simeto, dove è nato un parco fluviale, la bella campagna di Casteltermini, la già violentata terra di Bellolampo e per finire la zona più maltrattata della Sicilia, Augusta.
Ma se della terra e dell'ambiente noi uomini dimostriamo con le nostre azioni poco interesse, pensiamo almeno alla salute dei nostri figli e nipoti. Oggi abbiamo il dovere  di farli vivere in piena salute. L'articolo 21 della nostra Costituzione dice: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Faccio appello a Lei come rappresentante istituzionale, La prego di rivedere il piano regionale dei rifiuti e di considerare le alternative all'incenerimento degli stessi, come gli impianti che non inquinano dove il riciclo dei rifiuti è quasi al 100 per cento. Faccio in particolare riferimento ad impianti come quello di Vedelago (Treviso) dove da quel 20 % di rifiuto che non si può riciclare si ottiene una sabbia sintetica per materiale da costruzione. Per non parlare dei posti di lavoro che tali impianti darebbero in Sicilia in confronto ai pochi possibili che da un inceneritore. Faccio appello a Lei come medico ricordandole che oggi più di 435 ricerche scientifiche provano un forte aumento di tumori e nascite di bambini malformi in prossimità degli inceneritori (chiamati impropriamente termovalorizzatori). L'ultima di queste ricerche, come Lei saprà, è stata resa pubblica presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed. Ecco il testo integrale: “Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento." Faccio appello a Lei come uomo che deve pensare alla salute dei suoi figli e simbolicamente dei suoi figli siciliani. Il suo pensiero dovrebbe andare ai bambini malformi nati a Gela, ai bambini che vivono nella zona di Augusta e alle loro mamme, così da dimostrare a noi, con fatti concreti, che Lei è il Presidente di tutti i siciliani.

Confido nella speranza di una Sua volontà ad incontrare i medici che lavorano in Sicilia nella ricerca scientifica in materia ambientale, gli organismi che operano in difesa dell’ambiente, le associazioni ambientaliste ed i sindacati, con l’obiettivo di un confronto costruttivo in un tavolo tecnico al fine di riflettere su un più coscenzioso piano regionale dei rifiuti.

La ringrazio per la Sua cortese attenzione.

Patrizia Lo Sciuto
Presidente dell’Associazione Rifiuti Zero Trapani
rifiuti.zerotp@libero.it


RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Delegazione della Provincia di Trapani
http://rifiutizerotrapani.blogspot.com/
Email rifiuti.zerotp@libero.it

Martedì 4 novembre 2008

I Verdi Siciliani sottoscrivono l'appello di Luigi Solarino per un nuovo piano rifiuti

LEGGI APPELLO

 

Martedì 4 novembre 2008

I Verdi Siciliani aderiscono alla manifestazione per le vie di Melilli del 15 novembre per dire NO al rigassificatore e per proporre il risparmio energetico e le energie rinnovabili, sicure e pulite.

LEGGI
VOLANTINO E SCHEDA

 

Martedì 21 ottobre 2008

Il 18 e 19 ottobre l'Assemblea Regionale degli aderenti ha eletto Calogero Alaimo Di Loro, Daniela Lo Rito e Paolo Pantano Consiglieri Federali Nazionali

LEGGI VERBALE

Martedì 30 settembre 2008

E' convocata per il 18 e 19 ottobre l'Assemblea Regionale degli aderenti per l'elezione di 3 Consiglieri Federali Nazionali

LEGGI CONVOCAZIONE
 

Domenica 28 settembre 2008

L'esecutivo regionale nella seduta del 27 settembre 2008, ha nominato Salvo Troncale e Andrea Carbone portavoce della Federazione Regionale dei Verdi

LEGGI DELIBERA
 

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APPUNTAMENTI

 

 

 

Siracusa, P.zza Santa Lucia

21 - 23 aprile 2009

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"Bio e Bacco" nell'Alta Collina - 2009 di gusto e sviluppo locale

 

30-31 dicembre - 17 gennaio - GROTTE (AG)

 

PROGRAMMA WORKSHOP

 

LOCANDINA

 

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Un Piano Energetico e Ambientale per la Sicilia

 

GELA, 6 DICEMBRE 2008

– ore 09.30

SALA DON PUGLISI, Casa del Volontariato

Via Ossidiana

 

 Introduce: Pietro Lorefice, Presidente Legambiente Gela

Moderatore: Enzo Parisi, Responsabile Dipartimento Energia Rifiuti Industria di Legambiente Sicilia

  

Interventi:

Davide Luppica, Raffineria Eni Gela

Luigi Iannitti, Centrale IGCC di Isab Energy Priolo

Martin Jakubowski, Blue-H Technologies

Giovanni Marsili, Istituto Superiore di Sanità

Fabrizio Nardo, Comitato Scientifico Legambiente Sicilia

Rosario Crocetta, Sindaco di Gela

Pino Federico, Presidente Prov. di CL

Pippo Gianni, Assessore Regionale Industria

Mimmo Fontana, Presidente Legambiente Sicilia

Ivan Lo Bello, Presidente Confindustria Sicilia

Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale Legambiente

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1 DICEMBRE 2008 GIORNATA MONDIALE CONTRO L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI

 

ARAGONA (AG)

Cantieri Culturali

Sala del Purgatorio

Piazza Umberto I

INTERVENTI:

ore 17.30    Saluti del Sindaco Dottor Alfonso Tedesco

ore 17.35   Saluti del Dottor Giuseppe Dolce, dirigente di Struttura Complessa  Unità operativa di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Barone    Lombardo di Canicattì – Asl n° 1 AGRIGENTO. Primario di pediatria e   neonatologia.

ore 17.40   Franco Cipolla – Assessore al Territorio, Ambiente ed Ecologia: introduzione Giornata Mondiale contro l'incenerimento dei rifiuti

ore 18,00 Dottor Gioacchino Genchi Dirigente Chimico, Regione Siciliana – ISDE:  La filiera corretta di trattamento e le criticità

ore 18.30 Dottor Ernesto Burgio – Vicepresidente Comitato Tecnico -Scientifico ISDE  Italia (international Society of Doctors for Environment) – gestione rifiuti: le ricadute su ambiente e salute.

Ore 19.00 Dottor Mimmo Fontana – Presidente regionale Legambiente: Il piano siciliano e la posizione di Legambiente.

Ore 19.30      Franco Cipolla–Assessore al Territorio, Ambiente ed Ecologia:comunicazioni, conclusioni,  che fare?

Ore 19.40       Dibattito.

scarica il manifesto

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AIAB Associazione Italiana Agricoltura Biologica

 

- Grotte (AG)

Sabato 15 novembre

- Agrigento

Giovedì 20 novembre

- Canicattì (AG)

Sabato 22 novembre

 

scarica il calendario

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Giornata di studio per ricordare

LUCIO SPALLINO

 

Domenica 9 novembre 2008 ore 16.30

Sala delle Capriate Convento S. Venera (Badia)- Castelbuono

 

Gruppo Ambiente Castelbuono

con il patrocinio dell’Ente Parco

delle Madonie

 

LE RISORSE

IDROGEOLOGICHE

DELLE MADONIE

 

Relatori:

Prof. Gioacchino Cusimano

(Università degli Studi di Palermo)

L’assetto geologico ed idrogeologico

dell’area del Parco delle Madonie

 

Prof. Mariano Valenza

(Università degli Studi di Palermo) 

Idrogeochimica dell’acque delle Madonie

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24.10.2008 - ORE 15.00


Palermo


I Draghi Locopei in via Filippo Parlatore 12

 

Costruttori di ponti e saltatori di muri

Seminario condotto dal prof. Fabio Levi presentato dalle Associazioni Narramondi e I Draghi Locopei

Il seminario e’ sui seguenti temi: La nonviolenza e la gestione dei conflitti secondo il modello di Alexander Langer e le Differenze e convivenza interculturale. Approcci e strategie d’intervento nell’esperienza concreta di Alexander Langer.

Il costo complessivo del seminario e’ di 15 euro. Le iscrizioni si chiuderanno il 16 ottobre 2008. La quota di partecipazione potra’ essere data anche il giorno del seminario.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni al seminario, contattare i seguenti recapiti: mauro_burgio@yahoo.it; cell. 329.0163992.

A partire dalle ore 19.00, il prof. Fabio Levi presentera’ il libro “In viaggio con Alex – La vita e gli incontri di Alexander Langer” (2007, Ed. Feltrinelli).

La presentazione del libro e’ aperta a tutti.

Info: caprinodaniela@hotmail.com

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SEGNALIAMO

 

 

“Le peculiarità sociali delle Medicine Non Convenzionali”
a cura di Costantino Cipolla e Paolo Roberti di Sarsina
Prefazione di Bruno Silvestrini


FrancoAngeli Edizioni 2009, Collana “Salute e Società”, sezione “Teoria e Metodologia”, pp. 256 € 22,00
 

NOTE EDITORIALI

 

COPERTINA

 

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