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Palermo 14
novembre 2009
Federazione dei Verdi per la Sicilia
Assemblea Regionale
Documento Politico Generale
Candidature
Convocazione
Ubicazione dell'Assemblea
Ordine
dei Lavori
info@verdisicilia.it
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STIAMO RISTRUTTURANDO IL SITO!
NON E' SOLO UNA NUOVA VESTE GRAFICA!
NUOVE
OPPORTUNITA' CI VENGONO OFFERTE!
A GIORNI SAREMO OPERATIVI.
AL MOMENTO SIAMO SU UNA PAGINA DI PROVA CHE SI APRE
PERO' SOLO CON MOZILLA E SAFARI.
CHI VUOLE CURIOSARE E DARCI DEI SUGGERIMENTI PUO'
DARE UN'OCCHIATA
QUI.
A PRESTO!
info@verdisicilia.it
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Sabato 9 maggio 2009
Claudio Fava.
Deputato europeo e coordinatore nazionale di
Sinistra Democratica. Oggi è tra i promotori della
lista e del progetto politico di Sinistra e
Libertà.
Laureato in
giurisprudenza, giornalista professionista dal 1982,
Fava ha lavorato per il Corriere della Sera,
l’Espresso, l’Europeo e la Rai, in Italia e
dall’estero. Dal 1984, dopo la morte del padre, ha
assunto la direzione de “I Siciliani” raccogliendo,
assieme a tutti gli altri giovani compagni della
redazione, il testimone di una battaglia che ha
saputo fare di questa rivista un laboratorio di
nuova cultura della legalità e dell’impegno
antimafioso.
Tra i fondatori
della Rete, è stato deputato all’Assemblea regionale
siciliana nel ‘91 e al Parlamento nazionale nel
1992. Il 13 giugno 2004 è stato rieletto, per la
seconda volta, deputato al Parlamento Europeo con
221.958 preferenze.
Iscritto al
Gruppo del Socialismo Europeo (PSE), è capogruppo
del PSE in Commissione Giustizia e Libertà
pubbliche. Nel 2006 ha guidato la Commissione
d’inchiesta del Parlamento Europeo sui sequestri
illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo.
Proprio per il lavoro sulla CIA il settimanale
britannico “The Economist” lo ha
premiato come il miglior parlamentare
europeo dell’anno 2007.
Scrittore, autore
per il teatro, il cinema e la televisione, è lo
sceneggiatore, con Monica Zapelli, del film “I cento
passi”, premiato con il Leone d’oro alla
sceneggiature al Festival di Venezia.
info@verdisicilia.it
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Domenica
5 aprile 2009
Carissimi,
martedì 7 aprile, alle ore
18,00, all’Astoria Palace
in via Montepellegrino, incontreremo il Leader di
SINISTRA e LIBERTA’ Nichi Vendola.
Le tematiche dei VERDI sono al centro del programma
della lista e temi come Energie Rinnovabili,
Rifiuti Zero, Acqua Pubblica, Mobilità Sostenibile,
Economia Responsabile, Decontaminazione, Decrescita
e Diritti, saranno sicuramente al centro del suo
intervento.
Interverranno
inoltre:
Giovanna Marano - Segretaria reg. Fiom - CGIL
Rosario Gallo - Forum Siciliano dei Movimenti
per l'acqua pubblica
Paolo Guarnaccia - Associazioni e Comitati
Rifiuti Zero
Enrico Colajanni - Ass. Antiracket
Liberofuturo
È un occasione per aprire questa campagna
elettorale, che si preannuncia intensa, ma che già
ovunque riscuote un entusiasmo enorme.
Provare per credere. Vi aspetto numerosi.
Saluti, Verdi naturalmente,
Salvo.
Salvo Troncale Portavoce Regionale della Federazione
dei Verdi della Sicilia. 3287265188
salvotroncale@verdisicilia.it
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Venerdì 3
aprile 2009
ARRIVA LA LEGGE
BLOCCA-RICORSI
135 deputati per una
legge contro le associazioni di
protezione ambientale
La proposta di legge che la
stampa con le sue
semplificazioni (spesso efficaci
e appropriate) ha subito
registrato come “blocca ricorsi”
non è tanto allarmante per
l’affrettato, e forse infine
innocuo, dispositivo del suo
unico articolo (che va a mettere
una coda velenosa nell’articolo
18 della legge istitutiva del
ministero dell’ambiente), quanto
per gli umori e i propositi
rivelati nella relazione di
presentazione e illustrazione
dai 135 deputati (tutti
appartenenti alla maggioranza di
governo) che hanno assunto
l’iniziativa legislativa.
Un vero e proprio manifesto
politico della intolleranza
verso la funzione di controllo
di legittimità che la legge
istitutiva del ministero
dell’ambiente assegna alle
“individuate” “associazioni di
protezione ambientale a
carattere nazionale”, ad esse
riconoscendo la legittimazione a
ricorrere davanti al giudice
amministrativo per
l’annullamento degli atti
illegittimi lesivi dei valori
ambientali. Ma intolleranza
innanzitutto verso le stesse
garanzie di legalità, previste
dal sistema per tutti i
comportamenti della pubblica
amministrazione, che è già stata
concretamente manifestata dal
“decreto anti-crisi” (convertito
nella legge 28 gennaio 2009, n.
2), espressamente e non a caso
richiamato nella relazione. La
quale sottolinea che l’art. 20
di quel decreto solleva in
pratica le opere pubbliche che
siano state dichiarate
“prioritarie per lo sviluppo
economico del territorio”
dall’onere del rispetto della
legalità, non solo abolendo la
“facoltà sospensiva” del giudice
amministrativo investito del
ricorso, ma perfino sopprimendo
la sua potestà di annullare
l’illegittimo atto
amministrativo, impugnato, che
le approva.
“Lo snellimento delle procedure
non permetterà più che sia il
TAR a decidere se un’opera si
debba fare o meno”, così cantano
vittoria i 135 proponenti della
legge, che intendono dunque
completare la manovra con una
energica misura di intimidazione
delle associazioni che si
permettessero di invocare il
rispetto della legalità nel
governo dell’ambiente.
Palesemente di comodo (oltre che
espressione di un malevolo
pregiudizio verso le
associazioni sempre pronte, si
dice, a far proprie anche le
ragioni pretestuose degli
interessi locali) è il quadro
che la relazione disegna,
attribuendo ai ricorsi delle
associazioni i deplorati ritardi
nella realizzazione delle opere
e perfino la paralisi. Quando
invece ben altre ne sono le
ragioni, spesso intrinseche alla
stessa natura della specifica
opera e alla cattiva gestione
del relativo sviluppo attuativo,
ma pure dovute alla incapacità
di costruire appropriati
rapporti di partecipazione con
le comunità insediate nei
luoghi immediatamente incisi
dall’intervento e di gestire
politicamente le loro anche
accese contestazioni e
resistenze. Mentre è ben noto
l’orientamento generale dei
giudici amministrativi, assai
restrittivo in tema di opere
pubbliche nel concedere la
sospensione dell’esecuzione.
E quando la sospensione (dalla
quale soltanto e non dalla mera
presentazione del ricorso può
derivare il ritardo) sia stata
concessa, essa è orientata anche
dalla valutazione di fondatezza
nel merito del ricorso, dunque
il ritardo mai può essere
imputato alla pretestuosità
della contestazione.
Quali allora le misure punitive
previste per le associazioni
dalla proposta di legge? Già si
è detto di un unico articolo
(concepito sembrerebbe da chi ha
scarsa cultura e pratica dei
processi) che nel primo comma
riprende un istituto processuale
di carattere generale e quindi
applicabile a tutte le parti che
abbiano agito in giudizio in
mala fede o colpa grave e sono
perciò tenute al risarcimento
dei danni così cagionati alla
parte vittoriosa. E’ istituto
pacificamente operante anche nei
giudizi amministrativi e dunque
non v’è ragione di confermare
che la responsabilità da lite
temeraria, come si dice, vale
anche per le associazioni. Le
quali ben lo sanno, ma quel
rischio non le riguarda, perché
a ragione (non avventatamente o
in mala fede) ricorrono alla
giustizia amministrativa.
Più insidioso, odioso anzi nelle
intenzioni, il secondo comma che
solo per le associazioni (quindi
in palese contrasto con il
principio costituzionale di
eguaglianza dell’art. 3) amplia
la responsabilità processuale, a
prescindere dalla colpa,
prevedendo la condanna (anche
d’ufficio del giudice,
indipendentemente dalla domanda
della parte pubblica) al
risarcimento dei danni, quando
il ricorso sia respinto perché
manifestamente infondato. Si
tratterebbe di un dispositivo
atipico, riservato alle
associazioni, mai altrimenti
previsto, perché il giudizio di
annullamento dell’atto
amministrativo si conclude con
l’accoglimento o il rigetto del
ricorso; mentre la sanzione del
risarcimento dei danni è fatta
dipendere da un apprezzamento
eminentemente soggettivo quale è
quello che qualifica come
manifesta l’infondatezza del
ricorso. E’ chiaro insomma il
proposito discriminatorio e
dissuasivo, di condizionare cioè
negativamente l’esercizio del
diritto di agire in giudizio,
che è garantito dall’art. 24
Costituzione.
E altrettanto chiaro l’
indiretto messaggio fatto
giungere ai giudici
amministrativi. Ma credo che
neppure con questo secondo
comma i deputati proponenti,
contro le intenzioni, abbiano
saputo in concreto creare un
efficace freno al controllo di
legittimità esercitato con i
ricorsi delle associazioni. Si è
già osservato che il danno da
ritardo nella realizzazione
dell’opera può darsi soltanto se
il giudice abbia preliminarmente
disposto la sospensione e con
valutazione necessariamente
estesa anche alla fondatezza nel
merito del ricorso, che non
potrà perciò, nella pronuncia
conclusiva, essere ritenuto
manifestamente infondato.
Italia Nostra e le altre
“associazioni di protezione
ambientale” registrano con
preoccupazione non solo il
radicato pregiudizio e
l’insofferenza (dei 135 deputati
che hanno assunto questa
iniziativa legislativa) verso il
ruolo di controllo di
legittimità ad esse riconosciuto
dalla legge istitutiva del
ministero dell’ambiente, ma
innanzitutto la esplicita
determinazione di rimuovere ogni
ostacolo, anche quelli opposti
dal rispetto della legalità, e
dalle obbiettive ragioni di
salvaguardia dell’ambiente, alla
realizzazione delle opere
pubbliche ritenute “prioritarie”
per il malinteso “sviluppo
economico del territorio”.
Giovanni Losavio.
Nuove catene contro le
Associazioni ambientaliste!
Il 10 marzo 2009 è stata
presentata alla Camera dei
Deputati la Proposta di legge
2271 (primo firmatario
Scandroglio, ma sottoscritta da
oltre 130 deputati PdL) che,
volendo modificare l'art. 18
della legge 349/1986 in materia
di responsabilità processuale
delle associazioni di protezione
ambientale, in realtà si
prefigge di impedirne la
legittimazione ad agire in
giudizio avverso provvedimenti
che ledono direttamente
l'interesse ambientale.
Cosa prevede la Proposta di
Legge? Per non ostacolare quanto
previsto di attuare sul
territorio con iter accelerato e
procedure snellite dalla Legge
2/2009, si prevede quanto segue:
-
alle Associazioni che
presentano ricorso, nel caso
in cui questo sia respinto,
saranno applicate le
disposizioni dell'art. 96
del Codice di Procedura
Civile "se hanno agito con
mala fede o con colpa
grave";
-
qualora il ricorso
presentato dalle stesse
Associazioni sia respinto
per "manifesta infondatezza"
le stesse saranno condannate
al risarcimento del danno e
alle spese del giudizio.
Poiché "colpa grave" e
"infondatezza", nel caos
normativo nazionale, regionale e
locale, sono termini che possono
prestarsi a pericolosi
fraintendimenti e ambigue
interpretazioni, è chiaro che lo
scopo specifico della Proposta
di legge è quello di mettere
catene (concrete e psicologiche)
alle Associazioni, impedendo di
fatto lo svolgimento del proprio
ruolo civico con la minaccia di
ritorsioni….per avere la via
spianata a fare del territorio
quello che “loro” vogliono.
Ecco allegato il testo della
Proposta (pdf)
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L'INGANNO
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Alla fine si tratta solo di
riscaldare acqua per far girare
delle turbine che devono
produrre elettricità. Ma non è
che è esagerato mettere in moto
una reazione nucleare per fare
l’acqua calda? E’ pericoloso?
Conviene realmente? Si può fare
diversamente? La Storia comincia
nel 1953 e le intenzioni erano
ottime: atomi per la pace –
diceva Eisenhower – sottrarre
l’atomo al controllo militare e
usarlo per fare l’elettricità.
Andò tutto bene per molti anni,
poi successe quello che non
doveva succedere: gli incidenti.
Sellafield, Three Miles Islands,
Chernobyl. E fu così che
cominciò un lento declino del
sistema. Nel 2002 l’ultima punta
massima di produzione
elettronucleare. Nel mondo i
reattori sono 436: 8 in meno
rispetto al 2002. Stanno
invecchiando e nessuno si
affretta a rimpiazzarli. Dal
1979 negli Usa non sono state
più costruite centrali nucleari.
Bush aveva promesso un rilancio
dell’elettronucleare ma non se
ne fece niente: l’investimento
troppo rischioso per le banche e
i soldi pubblici in giro ce ne
sono pochi per via della crisi.
Barak Obama taglia gli incentivi
all’atomo e punta su rinnovabili
e efficienza energetica. Stessa
cosa fa la Germania dove una
legge del 2002 stabilisce che
non si costruiscono più centrali
e i reattori esistenti man
mano che giungono a fine vita si
spengono. Intanto però si devono
ancora fare i conti con le
scorie. Di quanto costi poi il
nucleare in termini di salute
delle persone sembra meglio non
parlarne. L’azione dell’Oms è
blindata da un accordo del 1959
con L’AIEA (Organizzazione
internazionale per l’energia
atomica) che a sua volta
dipende dal Consiglio di
sicurezza dell’ Onu: in poche
parole quello che sappiamo degli
effetti del nucleare sulla
nostra salute dipende dagli
interessi dell’industria
atomica. E la Francia con 58
reattori? Non è per niente
indipendente per quanto riguarda
l’energia e i problemi sul
territorio sono tanti. Ma
l’industria nucleare – francese,
americana – è sempre in piedi e
preme da tutte le parti per
costruire. In Italia si sta
parlando di rinascimento
nucleare, ci siamo affidati ai
francesi perche ci hanno detto
che le loro centrali sono le più
sicure, è vero? E poi quando
saranno terminate la nostra
bolletta elettrica sarà
veramente più bassa?
Sono previste le
repliche di questa puntata su
Raisat Extra canale 121
piattaforma Sky nei seguenti
giorni:
Lunedì 30/03 alle 10.00 e alle
21.00
Giovedì 2/04 alle 16.45
Venerdì 3/04 alle 24.00
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Il
forno inceneritore di Acerra
di Marco Cedolin
Il megainceneritore di Acerra,
inaugurato stamattina,
avvelenerà l’aria ed il suolo attraverso
le sue emissioni contenenti nanopolveri, diossina ed
oltre 250 sostanze chimiche nocive che vanno
dall’arsenico al cadmio al cromo al mercurio al
benzene.
Farà aumentare l’incidenza dei tumori, delle
malformazioni fetali e di una lunga serie di altre
gravi patologie, fra la popolazione di un territorio
già oggi conosciuto come “triangolo della morte”
alla luce di una percentuale di patologie tumorali
fra le più alte al mondo.
Produrrà energia in maniera assolutamente
antieconomica, potendo sopravvivere economicamente
solo grazie ai contributi Cip6 che tutti gli
italiani dovranno continuare a pagare sotto forma di
addizionale sulla bolletta elettrica. Produrrà
energia in maniera assolutamente antiecologica,
emettendo in atmosfera (oltre ai veleni)
quantitativi di CO2 doppi rispetto ad una centrale a
gas naturale di uguale potenza.
Distruggerà qualunque prospettiva di realizzare un
moderno circolo virtuoso dei rifiuti, annientando la
raccolta differenziata ed il riciclo, dal momento
che i materiali più facilmente riciclabili,
plastica, carta e cartone, sono anche quelli con più
alto potere calorifico, indispensabili
all’inceneritore per funzionare.
Ha già distrutto ogni anelito di
democrazia, essendo stato costruito contro la
volontà dei cittadini, attraverso l’uso della forza.
Va ricordato che dal 2004 ad oggi si sono contate a
decine le manifestazioni popolari contro la
costruzione dell’impianto, spesso represse dalle
forze dell’ordine con
l’uso dei manganelli, mentre nel corso
dell’ultimo anno l’inceneritore è stato portato a
compimento
militarizzando l’area con l’uso
dell’esercito.
Ha contribuito a rimpinguare oltre alle casse del
malaffare, prima i profitti di
Impregilo ed ora quelli di
A2A che si sono avvicendate nella
realizzazione dell’impianto che oggi ha iniziato a
dispensare veleni.
Non contribuirà a risolvere il decennale problema
(quello vero) dei rifiuti in Campania, dal momento
che tale problema può essere risolto solamente
attraverso la costruzione di quel circolo virtuoso
dei rifiuti di cui l’inceneritore di Acerra è il
nemico giurato.
Non possiede alcuna peculiarità che lo renda un
impianto moderno, poiché l’incenerimento dei rifiuti
è una pratica anacronistica che tutti i paesi
moderni stanno abbandonando, indirizzandosi verso la
raccolta differenziata, il riciclo, il riutilizzo ed
il riuso.
Nonostante tutto ciò che ho scritto
fino ad ora rappresenti una realtà
incontrovertibile, documentata attraverso centinaia
di
libri e centinaia di studi epidemiologi,
suffragata dall’opinione di un grandissimo numero di
medici ed esperti e accessibile a chiunque,
solamente attraverso un click del mouse o una visita
in biblioteca,
i mestieranti dell’informazione e della
politica hanno oggi rappresentato in TV e sui
giornali una commedia di fantasia per molti versi
antitetica, destinata a diventare l’unica realtà per
la stragrande maggioranza degli italiani che proprio
dai media tradizionali suggono le proprie
informazioni.
Il Corriere della Sera ha esordito
con il titolo “parte l’inceneritore verde”, coniando
un ossimoro privo di senso, al quale si spera non
faranno seguito in futuro gli “omicidi giusti”,
“l’inquinamento pulito”, i “licenziamenti dal volto
umano” e altre amenità sui generis. Quasi tutti i TG
hanno presentato l’evento con grande enfasi commista
a soddisfazione, mentre le telecamere spaziavano sul
presidente del Consiglio, abbarbicato al disopra di
un palco sul quale campeggiava la scritta
“termovalorizatore di Acerra” quasi anziché un
dispenser di veleni e di morte, si stesse
inaugurando un nuovo ospedale all’avanguardia o
un’università. Ad assistere all’evento, consistente
nell’apertura di un tendone blu con tanto di
telecomando, che svelava una montagna di rifiuti
maleodoranti, destinati a trasformarsi in miasmi
venefici veicolati dal fumo dei camini, sono state
invitate oltre 400 “personalità” come si trattasse
di una prima della Scala.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si
è congratulato con il premier per l’avvio del
“termovalorizzatore”, quasi si riferisse alla
cerimonia (ad oggi non ancora avvenuta) per la
ricostruzione delle case dei terremotati
dell’Irpinia.
Guido Bertolaso ha parlato della “realizzazione del
sogno di una Napoli pulita”, speculando
sull’emergenza rifiuti dello scorso anno,
creata ad arte per addivenire allo scopo.
Inoltre ha aggiunto che il nuovo impianto emetterà
il 75% di diossina in meno rispetto agli impianti
più vecchi, dimenticando di dire che questo
abbattimento si tradurrà nel raddoppio delle
emissioni di nanopolveri, ben più pericolose della
già ferale diossina.
Gianni Letta ha insistito sul ritorno dello Stato in
Campania, per quanto sia mortificante il fatto che
lo Stato ritorni non
per porre rimedi, ma per avvelenare
ulteriormente una popolazione già duramente provata
da decenni di sversamenti di sostanze tossiche di
ogni genere. Sulla stessa linea di pensiero anche
Antonio Bassolino che il ritorno dello
Stato avrebbe dovuto teoricamente
temerlo.
Berlusconi ha affermato di “averci messo il cuore”
ed ha vantato una vittoria della democrazia
difficilmente riscontrabile in un’opera costruita
con la forza e l’uso dei militari, contro il volere
dei cittadini.
Ieri ed oggi centinaia di persone
hanno sfilato in corteo per contestare
l’inaugurazione di un’opera contro la quale si
battono da anni. Alcune decine di loro hanno
occupato l’aula consiliare del Municipio di Acerra,
ricordando che questa per la popolazione cittadina è
una giornata di lutto. Di tutto ciò naturalmente i
mestieranti dell’informazione non hanno parlato, dal
momento che sarebbe risultata una nota stonata
all’interno del pacchetto preconfezionato, grondante
giubilo e soddisfazione che doveva entrare nelle
case degli italiani, a dimostrare che “incenerire è
bello”, fa bene all’ambiente e un poco anche alla
salute, trattandosi di un incenerimento “verde” e in
diretta TV. |
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Elezioni Regionali: possibile l'annullamento
Il
ricorso al TAR Sicilia, presentato da alcuni candidati
della Lista “Rita Borsellino - la Sinistra l’Arcobaleno”,
era scaturito da una serie di presunte violazioni
di legge commesse in danno dei ricorrenti nella
loro qualità di elettori e candidati all’elezione
diretta del Presidente della Regione e dell’Assemblea
Regionale Siciliana
Annullata
la sentenza del TAR Sicilia sede di Palermo (sez.
I) - n. 1275/08, del 17 ottobre 2008, con la quale
si dichiarava inammissibile il ricorso presentato
da Rita Borsellino, Massimo Fundarò, Teodoro Lamonica,
Antonio Giuseppe Parrinello, Giovanni Giuca, Calogero
Miccichè, Giuseppe Ortisi, Fabrizio Ferrandelli
e Giuseppe Furnari, per "disintegrità del
contraddittorio".
Il 13 e 14 aprile 2008, nello specifico, si segnalavano
una serie di presunte irregolarità tra cui alcune
commesse in Provincia di Trapani, al momento della
presentazione delle liste.
In particolare, si riteneva: "illegittima
ammissione delle liste di candidati presentate
nella provincia di Trapani denominate "Popolo
delle Libertà" e "Lombardo Presidente
Sicilia Forte e Libera", a causa della sostituzione
di due candidati successivamente alla sottoscrizione
delle liste", tale iniziativa avrebbe di
fatto reso nulle le firme dei presentatori della
lista, in quanto le stesse erano state apposte,
per la presentazione di una lista di candidati
diversa da quella effettivamente presentata.
La Corte di Giustizia Amministrativa di Palermo
il 10 marzo si è così espressa:
"impregiudicata ogni altra questione nel
rito e nel merito, parzialmente pronunciando,
cosi decide;
a)accoglie l’appello nei limiti di cui in motivazione;
b)ordina agli uffici della Amministrazione regionale
siciliana indicati in motivazione di depositare
nella Segreteria della Sezione i documenti sopra
specificati entro il termine di 20 (venti) giorni
dalla comunicazione in forma amministrativa della
presente decisione o dalla sua notificazione a
cura degli odierni ricorrenti:
c)fissa, per l’ulteriore trattazione dell’appello,
l’udienza pubblica del 13 maggio 2009."
Le richieste degli appellanti ai magistrati erano
sostanzialmente due: l’annullamento delle elezioni
regionali e la ripetizione delle stesse; in subordine
veniva richiesta la sottrazione dei voti, dal
conteggio generale, che il Pdl e la lista ‘Lombardo
Presidente’ hanno preso in Provincia di Trapani
e il rifacimento dei conteggi per l’attribuzione
dei seggi. Se venisse accolta questa ipotesi la
“Rita Borsellino - la Sinistra l’Arcobaleno” supererebbe
il 5% e avrebbe diritto a cinque seggi.
il 13 maggio 2009 ci sarà la sentenza definita
dove si deciderà il futuro dell'attuale Assemblea
Regionale. Fondati sono i motivi che ci porterebbero,
se il ricorso fosse accolto, a votare prima del
prossimo inverno. |
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Jeremy Rifkin: 'Nucleare idea folle'
Mar
13, 2009 - 2:31:18 PM

L'economista
Jeremy Rifkin, consigliere di Obama per l'energia,
ha tenuto una affollata lectio magistralis nell'aula
magna della facoltà di ingegneria di Palermo per
parlare di energie rinnovabili.
Quando i giornalisti gli chiedono una opinione sul
nucleare, Rifkin allarga le braccia e dice: "Siamo
qui per parlare delle tecnologie energetiche del
futuro, quelle del passato lasciamole al passato.
Il nucleare e' da guerra fredda, da anni '50, ormai
ha fatto la sua storia. Adesso dobbiamo parlare
delle energie del XXI secolo che ci permettono di
sfruttare l'energia solare di cui la Sicilia e'
molto ricca. Questa e' la strada della Sicilia,
oltretutto l'uranio qui non c'e' e il sole si'.
E questo ci da' l'indipendenza energetica. I nostri
bambini meritano qualcosa di meglio e di piu' di
questa idea un po' folle del nucleare".
ENERGIA IN SICILIA
'Sono molto contento di essere in Sicilia dove il
presidente Lombardo ha questa grande visione di
democratizzare l'energia e portarla nella disponibilita'
di tutti i cittadini e fare diventare la Sicilia
la punta di diamante della terza rivoluzione industriale''.
Rifkin, che sta collaborando al nuovo piano energetico
siciliano, parla di un ''nuovo modello energetico
in cui tutti i consumatori diventano anche produttori
di energia, grazie alle nuove tecnologie''.
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Domenica 28 dicembre 2008
INVITO CONFERENZA STAMPA
L'Enel chiamata in giudizio da "Diritto al Futuro".
Gli inceneritori non producono energia rinnovabile,
lo sancisce una disposizione dell'Unione Europea. Ogni
contribuente italiano paga un sovrapprezzo del 7%.
Mercoledì
28 gennaio alle ore 11.00 a Palermo
al Palazzo delle Aquile,
l'Associazione Diritto al Futuro in collaborazione con:
Rete
Rifiuti
Zero Sicilia, WWF Palermo, Italia Nostra, Il Grillo
di Palermo, indice
una conferenza stampa per presentare la
vertenza
legale promossa,
a nome dei cittadini utenti, nei confronti
del gestore della rete elettrica (GSE).
Presenti
i componenti del Direttivo, i legali dell'Associazione
e il Prof. Paul Connett (Rete Nazionale Rifiuti
Zero, Global Alliance Incinerator Alternative).
Info:
Associazione Diritto al Futuro, sede operativa
c/o Ambiente e Futuro, via per Sant'Alessio 87, Monte
San Quirico 55100 (Lucca), Rossano Ercolini cell. 338
2866215, Paolo Guarnaccia cell. 329 3244211, www.dirittoalfuturo.it
<http://www.dirittoalfuturo.it/>

RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Delegazione della Provincia di Trapani
http://rifiutizerotrapani.blogspot.com/
Email
rifiuti.zerotp@libero.it
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Lunedì 12 gennaio 2009
CAMMARATA DIMETTITI!
Ieri,
domenica 11 gennaio a Piazza Politeama, a Palermo, è
iniziata la raccolta delle sottoscrizioni per la richiesta
di dimissioni del Sindaco Cammarata.
La sottoscrizione sarà itinerante tra le piazze dei
quartieri di Palermo e si articolerà con diverse iniziative
pubbliche e assemblee cittadine coordinate tra
le diverse forze sociali e politiche che hanno aderito
all'iniziativa. La sottoscrizione si chiuderà il
15 di Marzo.
Sostengono
in prima linea l'iniziativa: Italia dei Valori, Verdi,
Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Comunisti
italiani, Socialisti, Partito Liberale, Movimento Umanista,
Cittadini Invisibili No Grazie, Amici di Beppe Grillo,
Comitato di Lotta per la casa 12 Luglio, Movimento Consumatori-Palermo,
Laboratorio Zeta, Comitato No Priv contro la privatizzazione
dell'acqua, Liberacqua onlus, Sicilianamente, Centro
delle Culture Ubuntu, Associazione Maloussein e LEFT
- Casa della Sinistra.
info@verdisicilia.it
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Lunedì 12 gennaio 2009
CI
RISIAMO CON LA CRISI DEL GAS !
Ce
lo aspettavamo: con l’avanzare dell’inverno riprende
la guerra del gas e il braccio di ferro fra Russia e
Ucraina con l’inevitabile “paura-alibi” degli interessati
all’affare rigassificatori. E’ una musica ormai vecchia
che conosciamo a memoria: “Aiuto! C’è freddo! La Russia
ha chiuso il rubinetto! CI VOGLIONO I RIGASSIFICATORI
!!!”
La
canzone, però è stonata e non ci impensierisce affatto
per parecchi motivi :
I
rigassificatori non possono essere la soluzione al problema
perché la quantità di gas liquido che i paesi produttori
riescono ad immettere sul mercato non è sufficiente
nemmeno per gli impianti già esistenti sulla terra,
quindi, paradossalmente, se ci volessimo approvvigionare
efficacemente e con continuità, dovremmo “alzare il
prezzo” rispetto agli altri paesi (altro che prezzi
competitivi !!) diventerebbe una specie di asta a chi
offre di più! Inoltre la quantità di gas che i rigassificatori
potrebbero produrre è ben lontana da quella che arriva
per via gasdotto e dalle esigenze del paese.
Una
soluzione, per essere tale, deve risolvere il problema
in maniera efficace e definitiva; ciò non può certo
essere realizzato con i rigassificatori, in quanto,
a fronte degli enormi costi di realizzazione (costi
che, vale la pena di ricordare, pagherebbero gli Italiani
con le bollette grazie alla delibera 178/2005 art.13
comma 2 dell’Autorità per l’Energia e il Gas) il metano,
essendo fonte fossile come il petrolio, prima o poi
si esaurirà (si stima che ciò dovrebbe avvenire all’incirca
fra una ventina d’anni) e il problema si ripresenterà.
Inoltre
va considerato che se abbiamo un’esigenza OGGI non possiamo
certo risolverla con degli impianti che richiedono almeno
tre anni per essere costruiti; ci vuole una soluzione
immediata !
Altra
osservazione (che nel caso nostro è quella fondamentale)
è la seguente: ammesso che i rigassificatori fossero
la soluzione, fossero convenienti, fossero di immediata
realizzazione, fossero facilmente rifornibili (tutte
cose che invece NON SONO) resta sempre il dato di fatto
incontrovertibile che un impianto di quelle caratteristiche
di pericolosità NON PUO’ ESSERE LOCALIZZATO NEL CUORE
DEL PETROLCHIMICO DI MELILLI-PRIOLO, dove ogni giorno
accade un incidente, dove non esiste la manutenzione,
dove l’ammodernamento e l’adeguamento a norma degli
impianti è solo una barzelletta, insomma dove il pericolo
di incidente rilevante e di effetto domino con conseguenze
disastrose per le popolazioni circostanti è già altissimo
!!
E
ALLORA ?
Allora,
se ci serve altra energia (e non serve certo in Sicilia,
ove si produce il 45% di tutta l’energia Nazionale e
solo una piccolissima parte di essa serve alla Regione)
prendiamocela; l’abbiamo gratis!
Gratis
perché le centrali fotovoltaiche richiedono tempi brevissimi
per essere realizzate e danno energia a costo zero indipendentemente
da forniture estere IL SOLE E’ QUI, e noi, da veri idioti,
lo usiamo solo per abbronzarci in estate.
Gratis
perché ENI ed Edison, nel 2008 hanno scoperto un giacimento
di gas metano nel mare siciliano al largo della costa
fra Agrigento e Gela, capace di soddisfare le esigenze
dell’Italia per 200 anni !!! (MA CHE SI ASPETTA A PRENDERCI
IL NOSTRO GAS ?????)
Non
ci servono rigassificatori, non ci serve il nucleare,
non ci serve il gas russo né quello libico o algerino
o dell’inferno ! Ci serve solo aprire gli occhi e vedere
quanta energia abbiamo perché il buon Dio ce l’ha regalata;
ci servono amministratori onesti che facciano gli interessi
dell’Italia e della Sicilia, e non quelli dei loro compari
in affari, insieme ai quali accumulare fortune alle
spalle del popolo degli imbecilli !!!!
Luigi
SOLARINO - Decontaminazione Sicilia -
lsolarino@unict.it |
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Lunedì 5 gennaio 2009
VERDI Sicilia: È ora che Genchi torni al
suo incarico.
“La Federazione Regionale dei Verdi esprime soddisfazione
per l’ordinanza del GIP che fa piena luce su una serie
di provvedimenti presi dall’Amministrazione Regionale
nei confronti di un dirigente integerrimo e corretto
che ha operato nel solo interesse della popolazione”.
Ad affermarlo è Salvo Troncale Portavoce Regionale della
Federazione dei Verdi.
“È ora che il dirigente Genchi torni al suo posto a
svolgere l’incarico che più gli compete. Ino Genchi
– continua Troncale - rappresenta un modello e un esempio
da seguire per tanti dirigenti pubblici che ogni giorno
vengono sottoposti a ricatti di qualsiasi genere allo
scopo di convincerli a sottoscrivere provvedimenti sbagliati
o addirittura dannosi per la salute dei cittadini. Tutti
ricordano che le vessazioni e i provvedimenti presi
nei suoi confronti ebbero inizio dopo che lo stesso
negò l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera di
un megainceneritore da realizzarsi proprio sulla città
di Palermo e che avrebbe aggravato il già elevato livello
di inquinamento dell’aria che si respira in città.”
info@verdisicilia.it
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Domenica 28 dicembre 2008
Abbattere i falsi miti della qualità estetica per
puntare alla "qualità totale" delle produzioni
e dei consumi
Salutiamo positivamente l’iniziativa del Parlamento
Ue che ha deciso di stanziare 90 milioni di euro per
acquistare frutta e verdura bio da consumare nelle scuole,
ma ci aspettiamo interventi ben piu’ incisivi anche
dal governo italiano per mettere al bando i falsi miti
dei modelli di qualità esclusivamente basati sulla percezione
estetico visiva e contribuire ad affermare senza indugio
il modello di agricoltura biologica che valorizza soprattutto
i sistemi locali di sviluppo endogeno e gli standard
di qualità totale.
La valutazione comparata rispetto all’uso dei mezzi
tecnici nel processo di produzione dell’Uva da tavola
in un famoso comprensorio viticolo della penisola, nel
corso di un’indagine da me personalmente condotta, mette
in evidenza come nella disperata illusione di compiacere
al “dio mercato”, molti produttori di uva da tavola
in convenzionale, si spingono ancora nella folle corsa
degli interventi a calendario, circa uno a decade da
maggio a dicembre, con prodotti fitosanitari di sintesi
variamente combinanti tra loro. Fa specie come tutto
cio’ sia perfettamente consentito dalla normativa italiana
ed europea, la quale impone il rispetto delle soglie
massime di residuo. Nessun produttore si sogna di non
rispettare i tempi di carenza. Ma qualche volta la palla
sfugge di mano e allora puo’ succedere che secondo lo
studio di Pesticide Action Network, fra cui l'italiana
Legambiente, dalle analisi di 124 campioni di uva provenienti
da 18 catene di supermercati in cinque Paesi europei,
escono fuori dati allarmanti ma per niente sorprendenti:
“In media, la presenza di pesticidi è risultata pari
a 0,65 milligrammi per ogni chilo d'uva. I due campioni
più contaminati arrivavano a 4,3 milligrammi e a 3,8
milligrammi per chilo, ed erano stati acquistati in
un supermercato tedesco. Il 20% dei grappoli mostrava
tracce di 10 o più pesticidi, con un record francese
di 16 pesticidi”.
Chi sono le vittime di questa lucida follia? Di certo
i consumatori, ignari ma non tanto se si lasciano ingannare
solo dall’estetica civettuola della grande distribuzione.
Sicuramente i produttori agricoli, che anche in tempo
di recessione economica per la coltivazione di un ettaro
di uva da tavola con il metodo convenzionale per ogni
Kg di uva da immolare ai pretestuosi “standard qualitativi
del “sacro mercato del convenzionale”, sono disposti
ad anticipare dai 35 e i 50 cent. (di cui buona parte
vanno alle multinazionali del fitofarmaco). Un prezzo
di produzione che difficilmente riusciranno a recuperare.
Nell’anno in corso il prezzo dell’uva convenzionale
sulla pianta, solo all’inizio della raccolta (settembre)
ha sfiorato i 60 cent. chilo, per poi crollare irrimediabilmente
ai 30 cent. Di contro, le oramai sempre piu’ numerose
aziende bio che producono uva da tavola, sono stressati
da costi di produzione documentatamene piu’ bassi. Felici
di sostenere addirittura che alcune patologie che rovinano
il sonno ai produttori convenzionali, come la peronospora
e i tripidi, in certe annate non compaiono affatto.
Ne vogliamo parlare?
Lillo Alaimo di Loro - Direttore di BioagriCultura
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Giovedì 18 dicembre 2008
BISACQUINO TEATRO COMUNALE
DOMENICA
21 DICEMBRE 2008
ORE 17,00
Ingresso Libero.
È gradita la partecipazione
di tutti gli amministratori locali.
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PROGRAMMA
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LOCANDINA
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Lunedì 8 dicembre 2008
LO
SCANDALO DEI CIP6
I Cip6 sono degli
incentivi che lo stato italiano, nonostante esista una
legge europea che lo vieta espressamente (Direttiva
2001/77 CE), ha elargito e continua ad elargire ai processi
di smaltimento tramite combustione di rifiuti urbani,
residui di raffinazione e scarti industriali.
Essi vengono prelevati
direttamente dalla bolletta dell’energia elettrica di
ogni singola famiglia che si addossa così i costi della
mancata osservanza della norma e le prevedibili, salatissime
multe che ne derivano, mentre i profitti vanno interamente
ai gestori degli impianti di incenerimento.
Si tratta pertanto di un
vero e proprio incentivo all’inquinamento a danno della
nostra salute.
In Italia, infatti, i tumori
infantili dei tessuti molli (come le leucemie) stanno
aumentando ad un ritmo spaventoso, il doppio rispetto
ad altri paesi europei. Si sospetta che gli inceneritori
insieme ad altri fattori ne siano responsabili in quanto
produttori di diossine, furani e nanopolveri,
attualmente non monitorate dalla legge, che entrano
subdolamente nel cibo e nell’organismo umano.
I Verdi
erano riusciti a rimediare a questo scandalo, imponendo
nella finanziaria del 2007 la soppressione dei finanziamenti
per tutte le fonti energetiche non rinnovabili. Oltre
40 miliardi di euro “regalati” a petrolieri e alla lobby
dell’incenerimento (tanto è l’ammontare dei sussidi
ad oggi corrisposti) venivano così restituiti alle vere
energie rinnovabili (solare ed eolico in primis) e alla
incentivazione del compostaggio e del riciclaggio.
Questa
norma insieme ad altre introdotte in quella finanziaria,
avevano innescato un vero e proprio boom delle energie
rinnovabili, e favorito migliaia di posti di lavoro.
Ma l’uscita dei Verdi dal
Governo prima, e dal Parlamento poi, ha fatto si che
fossero firmate deroghe per alcuni inceneritori in via
di costruzione che ritornavano ad essere finanziati
dai cittadini.
L’attuale Ministro per
l’Ambiente ha riconfermato queste deroghe per il 2009,
estendendole perfino agli inceneritori di futura realizzazione.
Quello
che l’Associazione Diritto al Futuro con
l’appoggio e il sostegno di gruppi nazionali ed internazionali
(Rete Nazionale Rifiuti Zero, G.A.I.A.) tenta di fare,
è una vertenza legale, denunciando il gestore
della rete elettrica e intimando la restituzione
di ciò che ci è stato sottratto illegalmente con
le bollette dal 2004 al 2007.
È questa
un’azione che parte dal basso, che può contribuire ad
eliminare lo scandalo dei Cip6, sensibilizzando le istituzioni,
tramite i cittadini che si mobilitano per la difesa
di un proprio diritto.
Il
diritto ad avere energia pulita in un ambiente più sano.
Il diritto al Futuro.
I Verdi
Siciliani hanno deciso di sostenere l’iniziativa partecipando
alla vertenza e collaborando attivamente per la raccolta
delle deleghe tramite banchetti e passaparola, convinti
come siamo che anche se fuori dai parlamenti, bisogna
continuare ad impegnarci per la tutela della salute,
dell’ambiente e dei territori.
Saluti,
Verdi naturalmente. Salvo Troncale (co-portavoce
Verdi Sicilia)
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PIEGHEVOLE VERTENZA |
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Associazione “Decontaminazione Sicilia, Coordinamento
di Comitati civici, Associazioni e liberi cittadini
per la difesa dell’Ambiente e dei Beni Comuni”,
regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate
di Augusta (SR) il 19 gennaio 2007, al n. 60 serie 3a
atti privati, protocollo n. 2007001030
e progressivo n. 2007000376.
Augusta 06.12.2008
Lettera aperta
Al Signor Ministro dell’Ambiente
e p. c.
Al Presidente della Regione Sicilia
All’Assessore Regionale all’Ambiente
All’Assessore Regionale all’Industria
Onorevole Sig. Ministro, come preannunciato a mezzo
stampa in data 05 luglio 2008, abbiamo iniziato uno
studio sulla presenza di metalli pesanti in un gruppo
di donne in età fertile residenti nel triangolo industriale
Augusta-Priolo-Melilli.
La prima fase di detto studio è terminata; la metodica
adottata, ICP-MS (Inductively Coupled Plasma-Mass Spectrometry),
ci ha permesso di dosare nei campioni di capelli tutti
i metalli e gli oligoelementi essenziali presenti. Essendo
ora in possesso dei risultati e, considerati i riscontri,
ci sentiamo in dovere di dare una prima informazione.
Come nello studio del Dott. Anselmo Madeddu (Asl 8),
abbiamo riscontrato una presenza elevata di mercurio,
oltre a valori in eccesso di altri metalli pesanti (Al,
Pb, Sr, Sb, Zr, Ag e Cr) e squilibrio di diversi oligo-elementi
essenziali (Cu, P, Mg, Zn e Fe). Questi ultimi, per
effetto sinergico, sono responsabili dell’aumento dei
danni arrecati dal mercurio e dagli altri metalli pesanti
sull’organismo umano.
In atto è iniziata la fase due dello studio: a tutti
i soggetti sottoposti ad analisi è stata fornita una
terapia chelante personalizzata (fornita da esperti
del settore) e, dopo tre mesi dalla sua adozione, saranno
ripetuti gli esami per accertarne i miglioramenti.
In ciò fiduciosi in quanto, dalle informazioni scientifiche
dell’AISETOV (Associazione Italiana per lo Studio degli
Elementi Traccia negli Organismi Viventi), della FESTEM
(Federation of European Societies
on Trace Elements and Minerals) e della Metal
Test, si evince come, a seguito delle terapie personalizzate
proposte, si avrebbe una riduzione progressiva della
quantità dei metalli presenti, fino alla loro scomparsa
e, con essa, la cessazione dei sintomi specifici ed
aspecifici causati dall’intossicazione dei metalli in
causa.
Lo scopo finale è quello di eliminare la presenza di
questi metalli pesanti, ed in special modo il mercurio,
in modo che, per esempio, le donne possano programmare
tranquillamente e responsabilmente una gravidanza, riducendo
al minimo la possibilità di malformazioni neonatali
e di interruzioni terapeutiche di gravidanza, come dimostrato
dallo studio del Madeddu che individua, nel triangolo
industriale siracusano, il tasso più elevato di interruzioni
di gravidanza (di cui un terzo per difetti del sistema
nervoso centrale riferibili al mercurio) con valori
quadrupli di interruzioni rispetto al riferimento nazionale.
Lo stesso dicasi per i lavoratori delle industrie che,
se sottoposti a periodici controlli ed alle relative
terapie, dopo 30 anni di lavoro potrebbero sperare a
non morire solo di tumore, ma possibilmente anche di
vecchiaia.
Signor Ministro, apprezziamo il Suo sostegno alla
bonifica del porto di Augusta, ma altrettanto importante
sarebbe la bonifica dei cittadini.
Questi primi risultati ci inducono ad alcune considerazioni
che speriamo vengano accolte:
- Proporre questo tipo di controllo a carico del servizio
sanitario nazionale, almeno per le zone a rischio, come
da proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati
il 04.06.2007 dall’On. Fallica;
- Ammodernare gli impianti industriali;
- Bonificare non solo il porto, ma anche i siti contaminati
adiacenti alle industrie, considerato che l’aumento
e la tipologia delle malattie tumorali nel nostro territorio
indicano chiaramente come la matrice ambientale, e di
conseguenza la catena alimentare, risulti compromessa;
- Adeguare gli scarichi in atmosfera con “controlli
in continuo” in quanto è importante conoscere quanto
si scarica annualmente e non nelle poche ore di controllo,
spesso effettuato trimestralmente e previo preavviso;
- Controlli periodici dei dipendenti, a carico delle
industrie, per prevenire le patologie croniche degenerative
e tumorali collegabili alla persistente presenza dei
suddetti metalli pesanti nell’organismo.
Alla luce di quanto esposto desidereremmo conoscere
da Ella, Signor Ministro, se ritenga ancora opportuna
l’attuale programmazione per la nostra zona (potenziamento
inceneritore Gespi, inceneritore per RSU, trasformazione
probabile dell’Enel Tifeo con combustibile a carbone,
Piattaforma polifunzionale Oikothen), programmazione
che se attuata aggraverebbe ancora di più la situazione
appena esposta.
Grati per l’attenzione che Ella vorrà prestare e dichiarandoci
disponibili ad ogni forma di informazione e collaborazione,
in attesa di riscontro Le porgiamo distinti saluti
Prof, Luigi SOLARINO
Dott.
Giacinto FRANCO
(Presidente Decontaminazione
Sicilia)
(Equipe
sanitaria Decontaminazione Sicilia)
lsolarino@unict.it
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Giovedì 4 dicembre 2008
Clima. Francescato:
saggia marcia indietro Prestigiacomo su dl anti crisi
“L’annuncio
del ministro Prestigiacomo sulla reintroduzione delle
detrazioni fiscali per le eco-ristrutturazioni rappresenta
una saggia ‘marcia indietro’ del governo su una materia
che ha importanti risvolti sia dal punto di vista ambientale
che da quello economici”. Cosi’ la portavoce nazionale
dei Verdi Grazia Francescato ha commentato l’annuncio
del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che
ha presentato un emendamento soppressivo della norma
del DL anticrisi con la quale si modificava la disciplina
della detraibilita’ fiscale degli interventi di riqualificazione
energetica del patrimonio edilizio. “Le detrazioni fiscali,
che sono stati fortemente volute da noi Verdi nella
scorsa legislatura, ormai dovrebbero essere un patrimonio
ambientale ed economico condiviso- spiega il responsabile
ambiente del Sole che ride Camillo Piazza -. Attraverso
questo sistema di agevolazioni e’ stato possibile non
solo favorire la riqualificazione energetica di molti
edifici ma anche creare tantissimi posti di lavoro nel
settore edilizio. Gli incentivi per l’edilizia ‘verde’
previsti nelle Finanziarie del 2007 e nel 2008 ha permesso,
complessivamente, investimenti per 2,3 miliardi di euro,
consentendo un risparmio di 500 mila MWh di energia
- ha concluso la Francescato -. Non solo rappresentano
un importante strumento per la riduzione delle emissioni
di gas serra (un terzo del quale in Italia proviene
dal settore edilizio) ma sono un esempio di come l’economia
possa essere amica dell’ambiente”.
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Lunedì 1 dicembre 2008
D.L.
185/2008. Art.29
ABOLITE
"DETRAZIONI VERDI"
SANDRA
GIORGETTI - Con
l'approvazione del decreto legge 185, il governo ha
di fatto inferto un gravissimo colpo alla diffusione
e utilizzazione delle energie rinnovabili.
In un momento in cui la posizione dell'Italia nei confronti
delle riduzioni di gas serra sta prendendo una deriva
totalmente in controtendenza all'Europa, questo ulteriore
colpo ci riporta indietro verso una politica arretrata
e miope che non pochi danni procurerà all'ambiente,
all'economia e alla nostra credibilità internazionale.
Per privati e imprese diventerà quindi difficile fruire
delle detrazioni irpef e ires del 55% sugli interventi
per il risparmio energetico diventando soggette alla
domanda presso l'agenzia alle entrate che l'accoglierà
fino ad esaurimento degli stanziamenti. Niente più automatismo:
imprese e privati dovranno quindi sostenere gli interventi
senza avere nessuna certezza della detrazione.
Dispiace che una notizia di tale gravità sia passata
nel silenzio più assoluto da parte dei mezzi di comunicazione
e che anche l'opposizione non abbia fatto sentire la
sua voce.
Speriamo che si possa parlare al più presto nelle opportune
sedi dei danni che questa legge apporterà al sistema
e all'economia delle rinnovabili.
LEGAMBIENTE
-
Negativo il commento sul provvedimento da parte di Legambiente.
«Altro che rilancio dello sviluppo: il governo va contro
le famiglie e le aziende. Incentivi semplici, trasparenti
e sicuri diventano ora complicati, discrezionali e limitati»,
ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia
di Legambiente. Perché si è cambiato un provvedimento
che ha avuto un grande successo e che permetteva alle
famiglie di risparmiare sulle bollette grazie alla possibilità
di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione,
interventi di efficienza energetica?». Secondo Legambiente
verranno prese in considerazione solo le prime proposte
presentate tra il 15 gennaio e il 27 febbraio e solo
fino al raggiungimento di un tetto di spesa prevista
dal governo.
BERSANI:
«GOVERNO IMBROGLIONE»
- Dura presa di posizione di Pier Luigi Bersani, ministro
dell'Economia del governo ombra del Pd: «Leggendo
il decreto anticrisi emergono decisioni che un governo
imbroglione si è dimenticato di dire in conferenza stampa.
Sono decisioni senza senso, spiegabili solo con la volontà
ideologica di cancellare ogni traccia delle novità introdotte
dal governo Prodi. Spicca il colpo mortale con effetti
retroattivi dato alle ristrutturazioni edilizie a fini
ambientali. Lo sconto fiscale del 55% era a sostegno
all'economia e all'ambiente secondo priorità universalmente
riconosciute da Kyoto in poi. Chi ha realizzato l'intervento
sulla sua casa nel 2008 potrà rimetterci fino a 15 mila
euro». Aggiunge Ermete Realacci, ministro dell'Ambiente
del governo ombra del Pd: «Lo sgravio fiscale del 55%
è stato utilizzato da 230 mila famiglie e ha messo in
moto un volano di affari superiore ai 3 miliardi di
euro».
TRONCALE
- IL "SILENZIO DISSENSO" DI BERLUSCONI
La
trovata del "Silenzio Dissenso", rappresenta
la ciliegina sulla torta. Presentate pure la richiesta
abbiamo pronto anche il modulo, tanto... Per chi conosce
lo stile di lavoro dell'Agenzia delle Entrate, la scelta
del silenzio-dissenso è certa significando che le domande
verranno bocciate in massa.
Dopo
i Cip6 adesso tocca al conto energia e alle detrazioni
fiscali. Con effetto retroattivo.
Tutte
le innovazioni introdotte dai Verdi saranno una dopo
l’altra cancellate.
E
poi ci accusano di essere il partito del NO.
Invito
tutti coloro che hanno sperato anche un solo istante
in una fine del governo Prodi o del Ministero Verde,
a riflettere.
Noi
sapevamo che la posta in gioco era molto alta.
E
siamo ancora all’inizio.
Saluti, sempreverdi ma tristi. Salvo Troncale.
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DECRETO |
Lunedì 1 dicembre 2008
PUBBLICHIAMO
CON PIACERE IL COMUNICATO DELL'ASSOCIAZIONE RIFIUTI
ZERO DI TRAPANI COMPLIMENTANDOCI CON LORO PER L'OTTIMO
LAVORO SVOLTO
Per la giornata mondiale contro l'incenerimento del
rifiuti e per le alternative promossa dall'organismo
internazionale GAIA, un folto pubblico di circa 150
persone ha assistito, sabato 29 novembre a Trapani presso
l'aula magna dell'Università, al convegno "Da
rifiuti a risorse: percorsi per un'economia sostenibile".
L'incontro organizzato dall' Associazione Rifiuti
Zero Trapani Onlus e patrocinato dal Comune di
Erice ha visto esperti in materia di gestione rifiuti
come Rossano Ercolini, della Rete Nazionale Rifiuti
Zero che ha parlato dell'esperienza di Capannori (Lu)
primo comune italiano per Rifiuti Zero dove circa dieci
anni fa era previsto un inceneritore di rifiuti ma oggi
con il sistema di raccolta differenziata porta a porta
ha raggiunto l'83 per cento dimostrando che un'alternativa
all'incenerimento è possibile.
L'imprenditrice Carla Poli del Centro Riciclo
di Vedelago (Treviso) ha illustrato come dagli scarti
del materiale riciclato, grazie all'impianto da lei
brevettato, ricava una sabbia sintetica per l'edilizia,
molto richiesta nel mercato. Il Prof. Paul Connett,
docente di chimica ambientale della St. Lawrence University
di New York, promotore nel mondo della strategia Rifiuti
Zero ha concluso con un intervento scientifico. Ha spiegato
che in California ad esempio dove viene applicata la
strategia Rifiuti Zero più di 500 comuni hanno superato
il 50 % della raccolta differenziata con il sistema
porta a porta. Il prof. Connett ha dimostrato
anche come l'incenerimento dei rifiuti non è assolutamente
conveniente, poiché per ogni tonnellata 3-4 tonnellate
di rifiuti si ottiene circa una tonnellata di ceneri
tossiche che va in discarica. In questo modo il problema
dei rifiuti non si risolve. Sostiene il prof. Connett
che i rifiuti sono un problema d organizzazione, educazione
e progettazione industriale e che il nostro compito
nel 21esimo secolo è non tanto quello di trovare modi
migliori per distruggere i materiali di scarto quanto
arrestare la produzione di imballaggi e di prodotti
che devono essere distrutti.
In seguito il Rag. Messina della Calcestruzzi Ericina
ha presentato l'impianto di riciclaggio di rifiuti inerti
che a breve sarà inaugurato a Trapani in un terreno
confiscato alla mafia.
A chiusura dei lavori interventi del Sindaco di Trapani
Girolamo Fazio e del Sindaco di Erice Giacomo Tranchida.
Fazio ha riferito che l’attuale legislazione
non consente agli amministratori locali di intervenire
in tema di rifiuti in quanto la competenza è degli
ATO e pertanto sono disincentivati sia gli investimenti
che ogni sorta di progettualità. Ciò nonostante ha intrapreso
per la raccolta differenziata l’attività dell’isola
ecologica che ha dato notevoli risultati con una evidente
risposta da parte della cittadinanza.
Il sindaco Tranchida ha invece posto l’attenzione
sull’aspetto economico della questione ritenendo oltremodo
costoso per le amministrazioni espletare il servizio
di raccolta differenziata con il sistema porta a
porta, quanto meno nelle fasi iniziali. Ad ogni
modo ha comunicato che a fine novembre è stato dato
l'appalto, grazie a dei finanziamenti ottenuti, per
espletare il servizio di raccolta differenziata porta
a porta che riguarderà alcune zone del comune di
Erice sia a vetta che a valle.
Ha concluso l' assessore del comune di Trapani Cettina
Spataro che ha letto il messaggio inviato dal Presidente
della Commissione Territorio e Ambiente del Senato Sen.
Antonio D'Alì. "Lo slogan "rifiuti
zero" non è più soltanto uno slogan-scrive
il Sen. D'Alì- e
in Italia finalmente, come a San Francisco dove sono
stato personalmente la scorsa estate per verificare
il raggiungimento di tale obiettivo, ci si sta muovendo
in questa direzione. Il rifiuto come "risorsa"
dalla quale trarre economie e benefici sociali anche
attraverso l'intervento degli "addetti ai lavori"
i quali potranno diffondere una nuova cultura etica
nel rispetto dell'ambiente."

RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Delegazione della Provincia di Trapani
http://rifiutizerotrapani.blogspot.com/
Email
rifiuti.zerotp@libero.it
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Giovedì 27 novembre 2008

COMITATO CIVICO DI ADRANO
“SALUTE-AMBIENTE”
INCONTRO - DIBATTITO
Pianificazione del territorio ed esempi di economia
sostenibile
per la tutela e la valorizzazione della Valle del Simeto
Venerdì 28 novembre, ore 16
Auditorium I Circolo Didattico
“Sante Giuffrida”, Via Alcara Li Fusi, Adrano (CT)
(di fronte Scuola Media Mazzini,
Via IV Novembre, a 150 m dal cimitero)
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PROGRAMMA
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Martedì 25 novembre 2008
NO TRIV: Vittoria a Vittoria
Il
Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni
gas/petrolifere in Sicilia esprime grande
soddisfazione per la sentenza del TAR di Catania
che dà piena ragione al Comune di Vittoria per
quanto riguarda la questione delle perforazioni per
idrocarburi di Sciannacaporale dove insistono
le sorgenti d'acqua che servono appunto la
città di Vittoria.
Si tratta di una SENTENZA DI MERITO
che di fatto annulla le autorizzazioni che
la Regione Sicilia, a suo tempo, concesse alla società.
La concessione riguarda 747 km. quadrati nei
territori di molti comuni tra cui Avola, Noto, Rosolini,
Modica, Vittoria, Ragusa, ecc.
Nella
sentenza l' ARPA e la Panther debbono pagare tutte
le spese di lite della Consulenza Tecnica d'Ufficio
(C.T.U.) e viene riconosciuto il rischio per le
risorse idriche.
Viene decretato anche che la
V.I.A.
(Valutazione d' Impatto Ambientale) deve essere
propedeutica
a qualsiasi iniziativa e si
deve acquisire il parere vincolante del Comune dove
insiste l'intervento
(nel caso in specie Vittoria), dell' ASL e del Genio
Civile, pertanto deve essere rifatto da parte
della società tutto l' iter precedente.
Riteniamo questa SENTENZA, STORICA (è
un precedente importante): per la prima volta
si riconosce che il FUTURO ed il modello di sviluppo
debbono essere decisi dalle comunità e non
imposti dall'alto e pertanto sono salvaguardate le
risorse pubbliche del territorio rispetto ad interessi
privati.
In
sostanza:
-
i beni comuni come l' acqua, il paesaggio,
l'ambiente debbono essere tutelati;
- non
si può insistere ancora nelle risorse energetiche
derivate da combustibili fossili, ma bisogna puntare
alle energie rinnovabili, sicure, pulite ed al risparmio
energetico;
- vi
è bisogno di un'economia durevole, sostenibile,
in armonia con la natura.
Comitato per le energie rinnovabili e contro le trivellazioni
gas/petrolifere
in Sicilia
COMITATO NO TRIV
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Martedì 25 novembre 2008
CGIL Sicilia su CIP 6
Comunicato stampa della CGIL Sicilia del 25 novembre
2008 sui CIP 6 voluti dal ministro dell'ambiente e dal
presidente della regione siciliana.
Alfio
La Rosa
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Venerdì 21 novembre 2008
L’associazione Rifiuti Zero Trapani Onlus
presenta
Sabato 29 novembre 2008 alle ore 16.30 presso l’aula
magna dell’Università di Trapani
Rossano Ercolini, Rete Nazionale
Rifiuti Zero,
Carla Poli, imprenditrice del
Centro Riciclo di Vedelago e
Paul Connett docente di chimica ambientale e
tossicologica della ST. Lawrence University di New York.
Chiusura dei lavori Sen. Antonio d’Alì, Presidente
della Commissione Territorio e Ambiente del Senato.
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RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Delegazione della Provincia di Trapani
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Giovedì 20 novembre 2008
VERSO
L'ELIMINAZIONE DEI CANCROVALORIZZATORI
L'alternativa agli inceneritori? E' a Vedelago, e la
sfruttano le altre Regioni
htpp://www.oggitreviso.it
Vedelago - Da qualche tempo l'industria, in sintonia
con qualche bravo amministratore, riesce a riciclare
totalmente i rifiuti solidi urbani raccolti attraverso
la raccolta differenziata domiciliare. Con questo processo
finalmente si può dare una risposta definitiva a chi
chiede: "... e della frazione residua cosa facciamo?"
Questo sta accadendo in almeno tre regioni diverse,
legate però da un filo comune: una buona raccolta differenziata
domiciliare e un trattamento finale della frazione secca
residua fatta con il processo di selezione-estrusione
del Centro Riciclo di Vedelago, che è in grado non solo
di ridurre i costi di conferimento dei Comuni ma anche
di produrre profitti dalla vendita sul mercato di un
prodotto estruso certificato, utilizzato in manufatti
industriali e nell'edilizia quale aggregante.
Nel
veneto, a Ponte nelle Alpi assieme a qualche comune
limitrofo, è stato sviluppato, dapprima col supporto
metodologico del Consorzio TV2 Priula per l’organizzazione
della Raccolta differenziata domiciliare, e successivamente
con il supporto tecnologico del Centro di Vedelago srl
per la frazione secca dei rifiuti, un processo che permette
di conferire all'impianto di selezione ed estrusione
di Vedelago la frazione residua stessa per ottenerne
il suo completo riciclaggio.
Questa frazione entra in un processo di selezione (meccanica
e manuale) e di estrusione, che è in grado di produrre
un granulato a matrice prevalentemente plastica, a norma
UNI 10667/14, utilizzato per la fabbricazione di diversi
manufatti industriali e per l’impiego in edilizia quale
aggregante, con grossi profitti economici e vantaggi
ambientali, contrariamente a quanto avviene per il costoso
smaltimento del Combustibile da Rifiuti, ottenuto dalla
frazione secca residua, per il quale i Comuni pagano
centinaia di euro a tonnellata fra produzione, trasporto
e smaltimento negli inquinanti inceneritore, in impianti
industriali o in discarica.
In
Sardegna la Società mista pubblico-privata Anglona Ambiente,
composta da un Consorzio di 14 Comuni della Sardegna
e dal Centro Riciclo di Vedelago, quale parte tecnologica
e di gestione, ha sviluppato in loco un ciclo completo
di Raccolta Differenziata Spinta e di riciclaggio
totale della Frazione Secca Residua dei rifiuti solidi
urbani.
Nel
Lazio a Colleferro (Roma), sempre con la consulenza
del Centro di Vedelago, è stata autorizzata la messa
in esercizio di un impianto di selezione e riciclo a
servizio del Consorzio GAIA, composto dai 42 Comuni
della zona sud-est di Roma. Entro il mese di ottobre
2008, entrerà in funzione l’impianto di selezione e,
a seguire, l’impianto per la produzione di granulato
dalla frazione secca residua.
"La combustione ad alta temperatura è del tutto
estranea ai cicli naturali biologici", come afferma
da sempre con insistenza il professor Gianni Tamino.
Questo dovrebbe essere la linea guida degli amministratori
nella gestione dei rifiuti, rifiuti visti come scarti
che si devono considerare prodotti da ridurre e migliorare
continuamente.
Queste esperienze dimostrano che la filosofia Rifiuti
Zero, cioè ridurre e riciclare tutto non è più un'utopia.
Occorre replicare, queste esperienze flessibili, magari
in tutti gli 8100 Comuni italiani. Infatti esse sono
basate prevalentemente sulla migliore cultura metodologica
e sulla semplificazione dei processi industriali. Una
filosofia che soddisfa in pieno due principi base nella
gestione dei rifiuti: il principio di responsabilità
individuale attraverso la raccolta domiciliare spinta
ed il principio di prossimità cioè la capacità di smaltimento
totale in loco dei propri scarti, attraverso il riciclaggio
totale. E questo, anche per il Veneto sarebbe un grande
vantaggio.
L'obiettivo è quello di fermare gradualmente la sessantina
di cancrovalorizzatori di rifiuti urbani esistenti in
Italia (quattro nel Veneto) e le decine di nuovi cancrovalorizzatori
pianificati irresponsabilmente (due nel Veneto). Ridurre
inoltre la saturazione delle discariche, allungando
la vita delle esistenti, possibilmente all'infinito,
senza doverne aprire di nuove.
Nel nome della tutela della salute e della biodiversità
dell'ecosistema, per la nostra e per le future generazioni.
Gianluigi Salvador
(Referente energia e rifiuti WWF Veneto Del direttivo
nazionale Movimento per la Decrescita Felice)
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Giovedì 20 novembre 2008
La
tecnologia del Centro Riciclo Vedelago

http://www.ecceterra.org/docum.php?id=1373
Secondo
la titolare dell’impianto la tecnologia del Centro Riciclo
Vedelago consente il riuso di quasi tutto il residuo
secco «L’inceneritore non serve a nulla» Solo una parte
infinitesimale degli scarti delle famiglie non può essere
rimessa in produzione
Zero
rifiuti. Tutto può essere riciclato. Almeno questo accade
al Centro Riciclo Vedelago, dove anche il secco comunemente
definito "non riciclabile" riesce ad essere
trasformato in materiale utilizzabile nella produzione
industriale. Da ciò discende la deduzione che gli inceneritori
e le discariche potrebbero, almeno in teoria, diventare
soltanto un ricordo.
"Se
si volesse si potrebbe riciclare tutto - afferma Carla
Poli, titolare del Centro Riciclo Vedelago -. Noi trasformiamo
anche il secco non riciclabile. Da noi arriva il secco
riciclabile, quindi vetro, plastica, lattine, legno,
carta, cartone etc. Accade però che tra il secco riciclabile
ci siano anche parti di rifiuto non riciclabile. È inevitabile
che, anche se si fa la raccolta differenziata, poi finisca
nel rifiuto riciclabile anche una parte di non riciclabile".
In
sostanza è praticamente impossibile differenziare perfettamente
tutta la spazzatura. "La gente si sbaglia - aggiunge
Poli - ed in definitiva il 10-15 per cento di quanto
arriva da noi è non riciclabile. Teoricamente dovrebbe
arrivare solamente il secco riciclabile, ma arriva un
po’ di tutto. Comunque sia, è proprio con quel 10-15%
che si fa il granulato plastico". Dunque, alla
fine, si ricicla praticamente tutto. Solo una parte
infinitesimale, inferiore allo 0,01 per cento, va a
finire nell’inceneritore.
Questo
dal maggio 2007, quando cioè è entrato in funzione il
nuovo impianto del Centro Riciclo Vedelago che consente
appunto di riutilizzare anche il secco non riciclabile.
"Prima ricorrevamo anche noi all’incenerimento
ed avevamo un certo tipo di costi - puntualizza la titolare
-. Ora, con il nuovo impianto, costa molto meno il riciclo
e per di più ci viene pagato quello che produciamo,
dato che si tratta di un buon prodotto. Abbiamo azzerato
i costi di smaltimento, dato che non ricorriamo più
alla discarica o agli inceneritori".
Il
rifiuto non è più un costo ed un danno all’ambiente,
bensì un business che non fa male a nessuno. "I
costi di lavorazione sono coperti dal ricavo che ho
con la vendita - spiega sempre Carla Poli -. Alle aziende
e ai comuni che portano qua i loro rifiuti posso fare
un abbassamento dei prezzi". Tutto fila, quindi.
Ed il problema rifiuti parrebbe talmente facile da risolvere
Ma
perché allora non portano tutto il secco non riciclabile
da voi? "Il secco non riciclabile non è di nostra
competenza - puntualizza sempre Carla Poli -. Noi abbiamo
messo a punto una tecnologia che ci ha risolto il problema
del nostro secco non riciclabile, quello che rimane
dai rifiuti riciclabili che ci arrivano, ma il secco
non riciclabile non è di nostra competenza. Va tutto
a Lovadina, diventa combustibile destinato all’incenerimento
e va a finire in tutta Italia. Da notare che, secondo
dati Unindustria, fare un inceneritore costa almeno
250 milioni di euro. Non abbiamo fatto un business plan
per un centro recupero dedicato al secco non riciclabile,
ma di sicuro costerebbe molto meno. Poi, sottolineo,
riciclare costa meno e viene pagato quello che si produce".
Ma
allora, il problema rifiuti sarebbe risolvibile con
una legge che abolisce gli inceneritori e fa passare
tutto per degli impianti come il vostro? "Non voglio
entrare nel merito - conclude -. Noi facciamo solo il
nostro lavoro. Abbiamo messo in piedi l’impianto di
granulazione, ma la gestione dei rifiuti spetta alla
Provincia e alla Regione. La nostra autorizzazione dice
che più si recupera e meglio è. Noi riusciamo a trasformare
tutto, il secco non riciclabile può essere lavorato,
e diamo un prodotto a norma Uni. Ovviamente lo facciamo
solo con le tipologie di rifiuto per le quali siamo
stati autorizzati. Semplicemente avevamo un problema
con il secco non riciclabile e ce lo siamo risolto.
Non spetta a noi entrare nel merito della legislazione".
Matteo
Ceron
Il
Gazzettino - Treviso, 3 febbraio 2008
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Sabato 15 novembre 2008
ACQUA: Pubblichiamo un
articolo di Rosaria Ruffini docente dell'Università
IUAV di Venezia
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Giovedì 13 novembre 2008
Prevista
la presenza del co-portavoce regionale dei Verdi Andrea
Carbone e di gran parte dell'Esecutivo alla manifestazione
di sabato 15 novembre per le vie di Melilli. Risparmio
Energetico ed Energie Rinnovabili, sicure e pulite sono
la risposta al rigassificatore che il governo vorrebbe
realizzare senza il consenso dei cittadini.
LEGGI
VOLANTINO E SCHEDA |
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Martedì 11 novembre 2008
INVITO
A VILLA MALFITANO PER PARLARE DI ENERGIE RINNOVABILI
GIOVEDI' 13 NOVEMBRE
Cari
soci ed amici,
negli
ultimi anni la questione energetica ha assunto nel nostro
Paese un rilievo sempre maggiore perché è cresciuta,
anche grazie al nostro impegno, la consapevolezza sul
ruolo strategico rivestito dalle rinnovabili e dall’efficienza
energetica. Prima il conto energia, poi le norme che
hanno reso obbligatoria la certificazione energetica
egli edifici hanno costituito un primo significativo
passo avanti nella direzione da noi auspicata, coerente
con l’impegno della UE che ha sempre più rafforzato
la sua leadership nella battaglia contro il riscaldamento
globale. Negli ultimi mesi, però, il governo Berlusconi
ha invertito radicalmente la rotta riproponendo con
decisione un altro modello, quello fondato sul ritorno
al nucleare.
Questa
scelta, contraddistinta da una insensata carica ideologica,
non è un semplice ritorno al passato che punta su una
tecnologia vecchia, pericolosissima e tutt’altro che
economica, ma rischia di bloccare sul nascere nel nostro
paese lo sviluppo della “rivoluzione” tecnologica (ma
anche economico-sociale) innescata dallo sviluppo delle
fonti rinnovabili.
Per
questa ragione la scelta del governo costringe il mondo
ambientalista ad una assunzione di responsabilità immediata
in quanto ci impone di rilanciare, a distanza di ventun’anni
dalla vittoria del referendum, una nuova campagna contro
il nucleare.
A
differenza di quanto avvenne alla metà degli anni ottanta
però, oggi abbiamo un forte argomento in più che è la
crescita esponenziale delle tecnologie per la produzione
di energia da fonte rinnovabile. Oggi quelle tecnologie
si pongono come seria alternativa economica a questo
ritorno al passato.
La
segreteria ed il direttivo nazionali di Legambiente
hanno deciso di mettere al centro di tutte le nostre
attività dei prossimi mesi proprio l’impegno nella costruzione
di un nuovo movimento antinucleare in Italia, e hanno
lanciato questa mobilitazione con la manifestazione
nazionale del 7 giugno a cui ha partecipato una nutrita
rappresentanza di Legambiente Sicilia.
Per
avviare nella nostra regione la costruzione di questo
movimento abbiamo organizzato assieme al CEPES, all’ARCI,
alla FIOM, e ad altre realtà associative, un importante
convegno regionale che si terrà giorno 13 novembre a
Villa Malfitano, a Palermo. Al convegno parteciperanno
alcuni grandi padri del “movimento antinucleare” che
vinse la battaglia referendaria del 1987 ma anche soggetti
con i quali confrontarci sulla specificità siciliana,
e in particolare sul piano energetico regionale che
il governo vorrebbe approvare al più presto.
A
nessuno può sfuggire il fatto che proprio in Sicilia
– regione che paradossalmente dispone delle più favorevoli
condizioni per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili
– si stanno concentrando iniziative ad alto impatto
ambientale e climalteranti (inceneritori, rigassificatori,
turbogas) ed il Ministro dell’Ambiente (!) propone la
realizzazione nel siracusano della prima centrale nucleare.
Per
l’importanza che riveste questo momento vi chiediamo
di essere tutti presenti a Palermo e di cominciare a
mobilitare il vostro territorio a partire dalle amministrazioni
locali alle quali chiederemo di dichiararsi “denuclearizzate”.
Sarebbe molto importante riuscire a presentare già in
occasione del convegno i primi comuni che avranno deciso
di schierarsi con noi in questa battaglia. Allora non
perdiamo tempo e diamoci subito da fare nel contattarli
e convincerli.
Buon
lavoro a tutti.
Mimmo
Fontana Presidente Regionale, Enzo Parisi Responsabile
del Dipartimento Energia Rifiuti, Maria Zammito.
Legambiente
Sicilia, Via Agrigento,67 - Tel.091.301663 cell.329.5930963
Fax.091.6264139
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INVITO
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Martedì 11 novembre 2008
INVITO
A PALAZZO DELLE AQUILE GIOVEDI' 13 NOVEMBRE PER COSTITUIRE
"IL FORUM PROVINCIALE DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA"
SCARICA VOLANTINO
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Mercoledì 5 novembre 2008
Lettera aperta al Presidente della Regione Sicilia Raffaele
Lombardo
Esimio Presidente,
Le scrivo in merito alla Sua volontà di pubblicare entro
questo mese i nuovi bandi per gli inceneritori.
Dirigo a Lei le mie parole, e desidererei che le leggesse
in primo luogo come uomo e non soltanto come il massimo
rappresentante della mia Sicilia.
Oggi come Lei saprà esiste un'ampia letteratura medica
e scientifica che dimostra i danni alla salute causati
dall'incenerimento dei rifiuti. Un organismo come l'ISDE,
associazione Medici per l'ambiente, si impegna da tempo
per la ricerca scientifica e per diffondere il messaggio
che oggi la morte viene dall'aria e che la combustione
dei rifiuti provoca danni irreparabili alla salute delle
popolazioni che vivono in prossimità di tali impianti.
La Sicilia, terra meravigliosa nelle sue bellezze naturali,
si è vista spesso violentata nei suoi territori. Gli
inceneritori previsti nel piano regionale rifiuti non
faranno altro che distruggere territori come la Valle
del Simeto, dove è nato un parco fluviale, la bella
campagna di Casteltermini, la già violentata terra di
Bellolampo e per finire la zona più maltrattata della
Sicilia, Augusta.
Ma se della terra e dell'ambiente noi uomini dimostriamo
con le nostre azioni poco interesse, pensiamo almeno
alla salute dei nostri figli e nipoti. Oggi abbiamo
il dovere di farli vivere in piena salute. L'articolo
21 della nostra Costituzione dice: "La Repubblica
tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo
e interesse della collettività". Faccio appello
a Lei come rappresentante istituzionale, La prego di
rivedere il piano regionale dei rifiuti e di considerare
le alternative all'incenerimento degli stessi, come
gli impianti che non inquinano dove il riciclo dei rifiuti
è quasi al 100 per cento. Faccio in particolare riferimento
ad impianti come quello di Vedelago (Treviso) dove da
quel 20 % di rifiuto che non si può riciclare si ottiene
una sabbia sintetica per materiale da costruzione. Per
non parlare dei posti di lavoro che tali impianti darebbero
in Sicilia in confronto ai pochi possibili che da un
inceneritore. Faccio appello a Lei come medico ricordandole
che oggi più di 435 ricerche scientifiche provano un
forte aumento di tumori e nascite di bambini malformi
in prossimità degli inceneritori (chiamati impropriamente
termovalorizzatori). L'ultima di queste ricerche, come
Lei saprà, è stata resa pubblica presso la biblioteca
scientifica internazionale PubMed. Ecco il testo integrale:
“Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti
di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un
aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento."
Faccio appello a Lei come uomo che deve pensare alla
salute dei suoi figli e simbolicamente dei suoi figli
siciliani. Il suo pensiero dovrebbe andare ai bambini
malformi nati a Gela, ai bambini che vivono nella zona
di Augusta e alle loro mamme, così da dimostrare a noi,
con fatti concreti, che Lei è il Presidente di tutti
i siciliani.
Confido nella speranza di una Sua volontà ad incontrare
i medici che lavorano in Sicilia nella ricerca scientifica
in materia ambientale, gli organismi che operano in
difesa dell’ambiente, le associazioni ambientaliste
ed i sindacati, con l’obiettivo di un confronto costruttivo
in un tavolo tecnico al fine di riflettere su un più
coscenzioso piano regionale dei rifiuti.
La ringrazio per la Sua cortese attenzione.
Patrizia Lo Sciuto
Presidente dell’Associazione Rifiuti Zero Trapani
rifiuti.zerotp@libero.it
RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
Delegazione della Provincia di Trapani
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rifiuti.zerotp@libero.it |
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Martedì 4 novembre 2008
I
Verdi Siciliani sottoscrivono l'appello di Luigi Solarino
per un nuovo piano rifiuti
LEGGI APPELLO
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Martedì 4 novembre 2008
I
Verdi Siciliani aderiscono alla manifestazione per le
vie di Melilli del 15 novembre per dire NO al rigassificatore
e per proporre il risparmio energetico e le energie
rinnovabili, sicure e pulite.
LEGGI
VOLANTINO E SCHEDA
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Martedì 21 ottobre 2008
Il
18 e 19 ottobre l'Assemblea Regionale degli aderenti
ha eletto Calogero Alaimo Di Loro, Daniela Lo Rito e
Paolo Pantano Consiglieri Federali Nazionali
LEGGI
VERBALE |
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Martedì 30 settembre 2008
E'
convocata per il 18 e 19 ottobre l'Assemblea Regionale
degli aderenti per l'elezione di 3
Consiglieri Federali Nazionali
LEGGI CONVOCAZIONE
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Domenica 28 settembre 2008
L'esecutivo
regionale nella seduta del 27 settembre 2008, ha nominato Salvo Troncale e Andrea Carbone portavoce
della Federazione Regionale dei Verdi
LEGGI DELIBERA
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APPUNTAMENTI
Siracusa, P.zza Santa Lucia
21 - 23 aprile 2009
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"Bio
e Bacco" nell'Alta Collina - 2009
di gusto e sviluppo locale
30-31
dicembre - 17 gennaio - GROTTE (AG)
PROGRAMMA
WORKSHOP
LOCANDINA
____________________

Un
Piano Energetico e Ambientale per la Sicilia
GELA,
6 DICEMBRE 2008
–
ore 09.30
SALA
DON PUGLISI, Casa del Volontariato
Via
Ossidiana
Introduce:
Pietro Lorefice, Presidente Legambiente
Gela
Moderatore: Enzo Parisi, Responsabile
Dipartimento Energia Rifiuti Industria di Legambiente Sicilia
Interventi:
Davide Luppica, Raffineria Eni Gela
Luigi Iannitti, Centrale IGCC di Isab
Energy Priolo
Martin Jakubowski, Blue-H Technologies
Giovanni Marsili, Istituto Superiore
di Sanità
Fabrizio Nardo, Comitato Scientifico
Legambiente Sicilia
Rosario Crocetta, Sindaco di Gela
Pino
Federico, Presidente Prov. di CL
Pippo Gianni, Assessore Regionale Industria
Mimmo Fontana, Presidente Legambiente
Sicilia
Ivan
Lo Bello, Presidente Confindustria
Sicilia
Vittorio Cogliati Dezza, Presidente
nazionale Legambiente
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1 DICEMBRE 2008 GIORNATA MONDIALE CONTRO L'INCENERIMENTO DEI
RIFIUTI
ARAGONA
(AG)
Cantieri
Culturali
Sala
del Purgatorio
Piazza
Umberto I
INTERVENTI:
ore 17.30 Saluti
del Sindaco Dottor Alfonso Tedesco
ore 17.35 Saluti del
Dottor Giuseppe Dolce, dirigente di Struttura Complessa
Unità operativa di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Barone
Lombardo di Canicattì – Asl n° 1 AGRIGENTO. Primario di pediatria
e neonatologia.
ore 17.40 Franco Cipolla
– Assessore al Territorio, Ambiente ed Ecologia: introduzione
Giornata Mondiale contro l'incenerimento dei rifiuti
ore 18,00 Dottor Gioacchino Genchi
Dirigente Chimico, Regione Siciliana – ISDE: La filiera
corretta di trattamento e le criticità
ore 18.30 Dottor Ernesto Burgio
– Vicepresidente Comitato Tecnico -Scientifico ISDE Italia
(international Society of Doctors for Environment) – gestione
rifiuti: le ricadute su ambiente e salute.
Ore 19.00 Dottor Mimmo Fontana
– Presidente regionale Legambiente: Il piano siciliano e la
posizione di Legambiente.
Ore 19.30
Franco Cipolla–Assessore al Territorio, Ambiente ed Ecologia:comunicazioni,
conclusioni, che fare?
Ore
19.40 Dibattito.
scarica il manifesto
________________
AIAB Associazione Italiana Agricoltura Biologica
-
Grotte (AG)
Sabato 15 novembre
-
Agrigento
Giovedì 20 novembre
-
Canicattì (AG)
Sabato 22 novembre
scarica il calendario
________________
Giornata di studio per ricordare
LUCIO SPALLINO
Domenica 9 novembre 2008 ore 16.30
Sala delle Capriate
Convento S. Venera (Badia)- Castelbuono
Gruppo Ambiente Castelbuono
con il patrocinio dell’Ente Parco
delle Madonie
LE
RISORSE
IDROGEOLOGICHE
DELLE
MADONIE
Relatori:
Prof.
Gioacchino Cusimano
(Università degli Studi di Palermo)
L’assetto geologico ed idrogeologico
dell’area del Parco delle Madonie
Prof.
Mariano Valenza
(Università degli Studi di Palermo)
Idrogeochimica dell’acque delle Madonie
_____________________
24.10.2008 - ORE 15.00
Palermo
I Draghi Locopei
in via Filippo Parlatore 12
Costruttori
di ponti e saltatori di muri
Seminario condotto
dal prof. Fabio Levi presentato dalle Associazioni Narramondi e I Draghi Locopei
Il seminario e’
sui seguenti temi: La nonviolenza e la gestione dei conflitti
secondo il modello di Alexander Langer e
le Differenze e convivenza interculturale. Approcci e strategie
d’intervento nell’esperienza concreta di Alexander Langer.
Il costo complessivo del seminario e’ di 15 euro. Le iscrizioni si chiuderanno il 16 ottobre
2008. La quota di partecipazione potra’
essere data anche il giorno del seminario.
Per ulteriori
informazioni e iscrizioni al seminario, contattare i seguenti
recapiti: mauro_burgio@yahoo.it; cell.
329.0163992.
A partire dalle ore 19.00, il prof.
Fabio Levi presentera’ il libro “In
viaggio con Alex – La vita e gli incontri di Alexander Langer”
(2007, Ed. Feltrinelli).
La presentazione del libro e’ aperta a tutti.
Info: caprinodaniela@hotmail.com
__________________________________
SEGNALIAMO

“Le peculiarità sociali delle Medicine Non Convenzionali”
a cura di Costantino Cipolla e Paolo Roberti di Sarsina
Prefazione di Bruno Silvestrini
FrancoAngeli Edizioni 2009,
Collana “Salute e Società”, sezione “Teoria e Metodologia”, pp.
256 € 22,00
NOTE EDITORIALI
COPERTINA
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